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Ex dirigente ByteDance accusa TikTok: plagio e manipolazione

di Klav 3 minuti di lettura
tiktok

Un ex dirigente ByteDance, società proprietaria di TikTok, ha lanciato pesanti accuse verso il gigante tecnologico cinese. Nel corso della causa per “licenziamento ingiusto” depositata venerdì, Yintao Yu ha accusato l’azienda di aver rubato contenuti dalle piattaforme rivali Snapchat e Instagram. Inoltre, ha definito l’azienda uno “strumento di propaganda utile per il Partito Comunista Cinese“.

Yintao Yu e Zhang Yiming
Yintao Yu, a sinistra, ex-capo ingegnere per le operazioni statunitensi di ByteDance, con il fondatore dell’azienda, Zhang Yiming, presso gli uffici di ByteDance a Pechino nel 2015

TikTok: le accuse

Le accuse sono molteplici, e vanno dal plagio di contenuti allo spionaggio, eccone una sintesi ricavata dalle dichiarazioni di Tu:

  • Gli uffici di ByteDance a Pechino avrebbero ospitato una speciale unità di membri del Partito Comunista Cinese, indicati come “il Comitato“. Compito del gruppo era monitorare le app dell’azienda, “guidava come l’azienda promuovesse i valori fondamentali del comunismo” e aveva un “interruttore della morte” (killswitch) che poteva disattivare completamente le app cinesi. “Il Comitato manteneva un accesso supremo a tutti i dati dell’azienda, anche ai dati conservati negli Stati Uniti“.
  • Agli albori di TikTok, gli ingegneri di ByteDance erano solito copiare video e post da Snapchat e Instagram senza permesso.
  • ByteDance avrebbe “creato sistematicamente utenti falsi” – sostanzialmente un esercito di bot – per aumentare i numeri di coinvolgimento. Pratica successivamente segnalato da Yu ai suoi superiori, senza particolari conseguenze.
  • Gli ingegneri di Douyin, la versione cinese di TikTok, avrebbero modificato  l’algoritmo per promuovere contenuti che esprimevano odio per il Giappone.
  • Le modifiche apportate all’algoritmo, inoltre, avrebbero anche ridotto i contenuti che esprimevano sostegno per le proteste pro-democratiche a Hong Kong, mentre rendeva più prominenti le critiche alle proteste.

La causa richiede i guadagni persi, danni punitivi e 220.000 azioni di ByteDance che non erano state assegnate al momento del suo licenziamento. Non viene citato un importo specifico, ma le sole azioni avrebbero un valore di decine di milioni di dollari. Il caso è stato depositato dopo che diversi anni di mediazione con l’azienda non hanno avuto successo.

ByteDance ha risposto venerdì con una dichiarazione via email, affermando che l’azienda “si opporrà vigorosamente a quello che ritiene essere affermazioni e accuse infondate in questa denuncia“.

Shou Zi Chew – TikTok CEO (Ex-Xiaomi)
Shou Zi Chew – TikTok CEO (Ex-Xiaomi)

Un contesto difficile

L’app, utilizzata da oltre 150 milioni di americani, è già stata bandita dai dispositivi governativi di oltre due dozzine di stati. La denuncia, infatti, arriva in un contesto molto particolare per TikTok:

  • A marzo, una commissione del Congresso ha messo alla prova il CEO di TikTok, Shou Zi Chew, riguardo la proprietà cinese dell’app;
  • Sta provando a convincere i legislatori statunitensi dell’assenza di influenza del governo cinese sull’app;
  • Inoltre, sta lavorando su un costoso piano per conservare i dati degli utenti americani sui server gestiti da Oracle negli Stati Uniti, noto come Project Texas.

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