Il nome Ultra continua a tornare intorno ad Apple, stavolta non solo per il suo primo pieghevole ma anche per un MacBook inedito. È un’indicazione che, se confermata, segnerebbe un uso più netto del marchio per distinguere i prodotti più ambiziosi del catalogo.

Il quadro che emerge è ancora quello di un leak, quindi da prendere con cautela, ma mette in fila tre elementi interessanti: un iPhone Ultra pieghevole, un MacBook Ultra con schermo OLED touch e, in prospettiva, anche un possibile iPad Ultra.

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L’iPhone pieghevole potrebbe chiamarsi davvero iPhone Ultra

Da tempo circola l’idea che il primo smartphone pieghevole di Apple non debba seguire la classica numerazione della serie principale. Il nome che torna con più insistenza è proprio iPhone Ultra, senza quindi un richiamo diretto all’attuale generazione come avviene per i modelli standard.

La scelta avrebbe una logica precisa: Apple potrebbe lanciare la linea Ultra con una cadenza diversa rispetto agli iPhone tradizionali, lasciandosi più libertà nella definizione del posizionamento e del calendario di uscita. In altre parole, il pieghevole verrebbe trattato come una famiglia a sé.

  • Nome previsto: iPhone Ultra, non iPhone 18 Ultra
  • Formato: smartphone pieghevole
  • Possibile debutto nello stesso evento di settembre della gamma iPhone 18 Pro
  • Uscita commerciale potenzialmente spostata di qualche settimana rispetto agli altri modelli
Posizionamento
Nuova linea separata dalla gamma iPhone principale
Tempistica
Annuncio atteso a settembre, con possibile ritardo di lancio
L’uso di Ultra suggerisce un prodotto pensato per restare fuori dalla logica delle generazioni annuali classiche, con più spazio per sperimentare su formato e posizionamento.

Il MacBook Ultra punterebbe su OLED e touchscreen

Accanto al pieghevole, il nome Ultra è associato anche a un MacBook Ultra che dovrebbe segnare un’altra svolta per Apple: sarebbe infatti il primo MacBook con schermo OLED e il primo con touchscreen.

Secondo il leak, questo portatile costerebbe sensibilmente più di un MacBook Pro, già collocato nella fascia alta del mercato. Il nome Ultra, in questo caso, andrebbe letto come sinonimo di livello massimo, non come semplice variante di una gamma esistente.

Il lancio non sarebbe imminente: l’arrivo è ora indicato nella prima metà del 2027, dopo un rinvio rispetto a un’uscita inizialmente prevista più avanti nel tempo. A pesare sarebbe stato anche un problema di fornitura della RAM.

Il punto più interessante resta però il fatto che il dispositivo viene descritto come portatore di un insieme di funzioni del tutto nuovo rispetto agli attuali modelli MacBook, anche se senza dettagli concreti sulle caratteristiche aggiuntive.

  • Display: OLED
  • Input: touchscreen
  • Prezzo: superiore a quello del MacBook Pro
  • Uscita: prima metà del 2027
Primato
Primo MacBook con OLED e touchscreen
Ritardo
Slittamento legato a problemi nella fornitura di RAM
Se il progetto andrà in porto, il MacBook Ultra rappresenterà una delle rotture più nette con la tradizione dei notebook Apple degli ultimi anni.
L’idea di un portatile Apple con schermo touch non è nuova, ma qui viene collegata a una fascia Ultra pensata per alzare l’asticella sia sul piano tecnico sia su quello del prezzo.

Anche un iPad Ultra entra nel perimetro dei rumor

Il marchio Ultra non si fermerebbe a iPhone e MacBook. Tra i prodotti in discussione c’è anche un possibile iPad Ultra, indicato come priorità per il prossimo CEO di Apple, John Ternus.

In questo caso il messaggio è abbastanza chiaro: Ultra diventerebbe la sigla destinata ai dispositivi più particolari e più costosi, quelli che non devono solo aggiornare una linea esistente ma aprire una categoria nuova o quasi.

  • Prodotto ipotizzato: iPad Ultra
  • Ruolo strategico: priorità per il futuro management Apple
  • Posizionamento: il più costoso tra gli iPad
Scenario
Estensione del marchio Ultra ad altre categorie
Impatto
Segmentazione più netta tra modelli standard e modelli sperimentali
Se Apple decidesse davvero di spingere Ultra oltre i soli iPhone, il brand diventerebbe una vera etichetta di fascia estrema per l’intero ecosistema.
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