Le prime ore di Star Wars: Galactic Racer su Xbox Series X sembrano confermare l’idea alla base del progetto di Fuse Games: riportare nell’universo di Guerre Stellari la velocità aggressiva e i takedown che resero memorabili Burnout 3 e Burnout Revenge.
Le impressioni arrivano da una prova preliminare di Pure Xbox e non costituiscono una recensione completa. Il test ha riguardato soprattutto l’avvio della campagna; il comparto multigiocatore, che sarà disponibile al lancio, non è stato ancora valutato.
Velocità e contatto ricordano il miglior Burnout
Il punto più convincente della prova è il comportamento dei mezzi in pista. Le gare risultano rapide e leggibili, ma lasciano spazio a urti, speronamenti e takedown che possono cambiare l’esito di un evento in pochi secondi.
Quando un avversario viene eliminato, il gioco insiste sull’impatto con rallentamenti e inquadrature spettacolari. È un linguaggio visivo che richiama da vicino Burnout 3 e Revenge, pur inserito in circuiti lineari con percorsi alternativi anziché in un mondo aperto.
Una campagna roguelite dove ogni errore pesa
La struttura della storia adotta un sistema a run. Il pilota sceglie gli eventi lungo il percorso della Galactic League, ma tre incidenti gravi o il mancato raggiungimento dell’obiettivo di eliminazioni possono concludere il tentativo.
Il veicolo viene quindi smantellato e una parte dei progressi, dei crediti e dei vantaggi ottenuti passa alla run successiva. La ripetizione non serve soltanto a potenziare la build: imparare curve, scorciatoie e rischi di ogni tracciato diventa parte centrale della progressione.
Veicoli e abilità cambiano il modo di correre
Landspeeder, speeder bike, skim speeder e podracer non condividono soltanto un’estetica diversa. Ogni classe possiede fisica e stile di guida propri, mentre parti e abilità permettono di adattare accelerazione, resistenza e capacità offensive.
Durante le gare si incontrano deviazioni e percorsi ramificati. La scelta della linea migliore dipende dalla configurazione del mezzo e dalla situazione in pista, aggiungendo una componente strategica al puro controllo della velocità.
La Galactic League valorizza l’identità di Star Wars
L’ambientazione sfrutta pianeti come Jakku e Ando Prime, alternando circuiti industriali, paesaggi aperti e arene costruite per lo spettacolo. Anche il comparto sonoro contribuisce al senso di velocità con motori, collisioni e musica orchestrale.
La campagna segue Shade, pilota intenzionato a scalzare il campione Kestar Bool. Nel paddock è possibile incontrare altri corridori, accettare sfide e modificare il veicolo con l’aiuto dell’ingegnere Hibi. Non manca Sebulba, insieme ai podracer resi celebri da La minaccia fantasma.
Su Xbox Series X il primo test parla di 60 fps stabili
Pure Xbox riferisce di non aver incontrato problemi prestazionali importanti durante le prime ore su Xbox Series X con VRR attivo. Il gioco sembra mantenere i 60 fotogrammi al secondo nella maggior parte delle situazioni, pur senza un’analisi tecnica strumentale.
Sono stati notati soltanto alcuni episodi di pop-in nelle sezioni fuori gara. Al momento non risultano modalità grafiche alternative, ma il quadro preliminare è positivo e adeguato a un titolo che dipende molto dalla risposta immediata dei comandi.
Restano da provare multiplayer e contenuti avanzati
Il giudizio resta necessariamente parziale. I server non hanno consentito di verificare il multigiocatore competitivo e le poche ore trascorse con la campagna non bastano a valutare varietà, bilanciamento e durata nel lungo periodo.
È inoltre confermata l’assenza dello split-screen locale. Star Wars: Galactic Racer uscirà il 6 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, con un prezzo di 59,99 dollari per l’edizione standard.




