Lo stile di The Legend of Zelda: Ocarina of Time per Switch 2 nasce dall’incontro tra una Hyrule più dettagliata e personaggi volutamente poco fotorealistici. Nella nuova intervista ufficiale, l’art director Aya Shida racconta che il gruppo ha usato come riferimenti il teatro di marionette e i film con effetti pratici.
Una Hyrule credibile, non una copia della realtà
L’obiettivo era conservare il contrasto dell’originale: ambienti belli ma talvolta oscuri, abitati da figure colorate e singolari. Eiji Aonuma osserva che quella sensibilità nasce anche dalla nostalgia degli sviluppatori per il gioco Nintendo 64.
Il tessuto di Link studiato dal vero
La ricerca ha riguardato anche gli abiti. Per immaginare una stoffa plausibile per i bambini della foresta, il team ha consultato materiali nei musei e sperimentato la tessitura, anziché limitarsi a una superficie uniforme e perfetta.
Restano aree separate
Il director HokWai Ng spiega inoltre che il mondo non sarà interamente continuo: le mappe separate servono a preservare il ritmo dei passaggi tra i luoghi dell’avventura. L’intervista racconta quindi le scelte del rifacimento, non annuncia una nuova modalità.

