Negli ultimi anni, quando si pensa all’innovazione nel mondo degli smartphone, è inevitabile non visualizzare il Royole FlexPai: un tramezzino ripiegato che diede inizio all’era degli smartphone pieghevoli. Era l’ottobre del 2018. Un pugno di mesi dopo, al Samsung Unpacked del 20 febbraio 2019, venne svelato il primo Galaxy Fold (seguito a ruota dal Huawei Mate X) e, chi più chi meno, tutti ne siamo stati affascinati. 

Oggi, a 7 anni da quel lancio, mi ritrovo tra le mani il Galaxy Z Fold7, radicalmente differente anche dalla generazione precedente. Un pieghevole più sottile dello stesso S25 Ultra, che fa a pugni con l’Honor Magic V5 e che gioca in un altro campionato rispetto al mio Tecno Phantom V Fold.

Royole FlexiPai / Samsung Galaxy Z Fold / Huawei Mate X
Royole FlexiPai / Samsung Galaxy Z Fold / Huawei Mate X

Quest’ultimo è stato il mio strumento di lavoro per lunghi periodi, soprattutto nei primi tempi dopo il trasferimento a Milano: bozze su WordPress, email, preparare articoli anche in viaggio. Per questo motivo, quando è arrivato il momento di provare il Galaxy Z Fold7, avevo già un metro di paragone concreto: sono già abituato a convivere con un pieghevole.

Infine, prima di cominciare vorrei rispondere a una domanda che sento/leggo fare spesso: vale la pena acquistare un pieghevole se l’obiettivo principale è guardare film o serie? 

NO.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - Confezione

La confezione del Galaxy Z Fold7 è ormai quella tipica dei top di gamma Samsung: sottile, essenziale e…vuota! All’interno troviamo solo lo smartphone, un cavo USB-C, lo spillino per la SIM e la documentazione. 

Un setup minimalista al quale, però, mi permetto umilmente di consigliare l’aggiunta di una pellicola pre-applicata sul display esterno.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - Dimensioni

Design e materiali

Ve l’ho già anticipato, ma è necessario ripeterlo: il Fold7 è incredibilmente sottile. Solo 8,9 mm da chiuso e appena 4,2 mm per metà quando è aperto, la larghezza della USB-CLa differenza rispetto al mio vecchio Phantom V Fold è immediata: si tiene meglio in mano, entra facilmente in tasca e, da chiuso, sembra quasi uno smartphone tradizionale. È una di quelle rare evoluzioni che cambiano davvero la percezione d’uso quotidiana. Il peso, 215 grammi, resta superiore a tanti smartphone ma è nel range degli “Ultra) e, inoltre, è ben bilanciato: non stanca nemmeno dopo lunghe sessioni di utilizzo. 

Nelle prime ore di test, la rigidità della cerniera mi ha colpito subito in positivo. Ho letto critiche sulla difficoltà di apertura con una mano, ma personalmente la considero una scelta giusta: un prodotto così costoso deve trasmettere solidità, non leggerezza. Non è un giocattolo, e quel “click” deciso nell’apertura è garanzia di robustezza. Dopotutto basta qualche giorno di utilizzo per abituarsi al gesto.

Non ho riscontrato punti morti o cedimenti, anche se — quando appoggiato su superfici piane — la sporgenza del modulo fotografico fa sì che balli se si prova a scrivere o toccare il display. Nulla di trascendentale o che solitamente noto, ma usandolo anche per scrivere, ci ho fatto caso più del solito.

Esteticamente, la colorazione Blue Shadow è una delle più eleganti mai viste su un Fold: un blu profondo, con riflessi metallici che cambiano a seconda della luce. Da chiuso, con il suo display esterno 21:9, restituisce l’aspetto di un normale flagship; da aperto, diventa un sottile pannello 8″ che quasi sfida la logica per quanto è compatto.

Un aspetto che sorprende positivamente è la quasi totale scomparsa della piega centrale. Si nota solo in condizioni particolari – ad esempio guardando il pannello in controluce o su sfondi uniformi – ma nell’uso quotidiano è praticamente invisibile. Al tatto (e difficilmente passerete il dito lì in mezzo) si percepisce appena un leggero avvallamento, molto più ridotto rispetto alle generazioni precedenti. In un contesto produttivo, come la scrittura o l’editing, non distrae né interferisce con l’esperienza d’uso.

NB: lungo la piega, sia nella parte superiore che in quella inferiore, tende ad accumularsi un po’ di polvere o microdetriti. Nulla di preoccupante, ma è bene passarci un panno ogni giorno per mantenerlo pulito.

Sul lato destro, nel tasato d’accensione, c’è il sensore d’impronte. È abbastanza veloce e preciso (come potete vedere nel video qui sotto), ma attenzione a come registrate/posizionate il pollice.

Display e multimedialità

Il display interno da 8″ QXGA+ (2184×1968 px) utilizza un pannello Dynamic AMOLED 2X con refresh rate adattivo fino a 120 Hz, ed è tra i più luminosi della categoria, con picchi fino a 2.600 nit. È nitido, fluido e con una resa cromatica impeccabile, ideale sia per la produttività che per la fruizione multimediale.

Anche il display esterno da 6.5″ utilizza la stessa tecnologia Dynamic AMOLED 2X FHD+ a 120 Hz, e offre una qualità visiva equivalente ai top di gamma Samsung della stessa generazione, con colori saturi e un’eccellente leggibilità anche sotto la luce diretta del sole.

Nel quotidiano l’ho usato per la maggior parte del tempo da chiuso. Lo schermo esterno è finalmente largo al punto giusto, e nelle operazioni più comuni – messaggi, note, navigazione – risulta persino più comodo di molti smartphone tradizionali. Lo apro quando serve davvero: scrittura (da un lato WordPress, dall’altro la fonte), per pubblicare offerte su Telegram o per rispondere a email di lavoro. È in quei momenti che il display interno mostra tutta la sua utilità.

Detto questo, come vi ho anticipato non considero lo schermo grande una “killer feature” per chi vuole semplicemente guardare film o serie TV. A livello puramente geometrico, un video 16:9 proiettato sul pannello interno del Fold7 (formato 10,6:9) occupa un’area effettiva solo circa il 18% più ampia rispetto a un classico smartphone da 6,8″ 19,5:9 – una differenza visibile, ma non tale da trasformare l’esperienza in “modalità tablet”. L’immagine è più ampia, certo, ma restano bande nere e il vantaggio si riduce ulteriormente se si impugna il dispositivo da vicino. 

In breve: piacevole, ma non rivoluzionario.

Dove invece il display interno brilla davvero è nelle attività creative e produttive. In Lightroom, la gestione delle foto è comodissima: più spazio per i pannelli di regolazione e un’anteprima ampia e fedele. Anche con app come Edits, Capcut e LumaFusion, il foldable diventa una piccola stazione di editing mobile, anche se per i montaggi più precisi si sente l’assenza della S Pen, sacrificata in nome della sottigliezza

In parte si può ovviare collegando un mouse via Bluetooth o, meglio ancora, usando DeX su monitor esterno: in questo modo il Fold7 si trasforma in un mini-notebook sempre connesso.

N.B. Vi parlerò dell’utilizzo con DeX in un paragrafo a parte, nella sezione dedicata al software.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - Schermo

Audio e comunicazione

Il Galaxy Z Fold7 offre un audio potente e ben bilanciato nonostante lo spessore ridotto. Gli speaker stereo sono posizionati sui lati corti e sfruttano l’effetto spaziale con ottima separazione dei canali. L’ho usato spesso per guardare video su YouTube e contenuti in streaming: i dialoghi sono sempre chiari e naturali, anche a volume elevato, e la voce mantiene una buona presenza senza diventare metallica o artificiale.

Con la musica, invece, la resa dipende molto dal genere. Il Fold7 offre bassi controllati ma non profondissimi: perfetti per pop, jazz o acustica, meno convincenti con brani metal o elettronici a volume massimo. 

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7

Ottima anche la qualità in chiamata: i microfoni catturano la voce in modo chiaro e privo di distorsioni, e il volume in capsula è più che sufficiente anche in ambienti rumorosi. L’isolamento del rumore di fondo è efficace, e le chiamate in vivavoce si sentono nitide su entrambi i lati.

Per quanto riguarda la connettività, il Fold7 supporta 5G SA/NSA, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4 e UWB. Durante il periodo di prova non ho mai avuto disconnessioni o cali di segnale, e solo in alcune zone ho notato differenze “percepibili” rispetto all’S25 Ultra o altri smartphone (caricamente di video su youtube un po’ più lento). Inoltre, è compatibile con e-SIM.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - One UI 8

Software, One UI 8 e DeX

Il Galaxy Z Fold7 arriva con One UI 8 basata su Android 16 e, come da tradizione, Samsung garantisce una delle migliori politiche di aggiornamento Android sul mercato, con sette anni di update tra sistema operativo e patch di sicurezza.

Multitasking e finestre multiple

Il multitasking è da sempre uno dei pilastri della serie Fold (e per me la vera killer feature di questi prodotti). 

La Taskbar, ad esempio, consente di passare da un’app all’altra come su un sistema desktop: si possono trascinare le icone per aprire una seconda finestra, disporle in split screen o avviare rapidamente configurazioni salvate.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - Taskbar
La mia taskbar, impostata con le mie app “da lavoro” principali, come WordPress, Chrome, Telegram, Inoreader e Lightroom.

Nel concreto, usare due app affiancate è un’esperienza naturale: il sistema resta sempre fluido e la modalità 90/10 View permette di alternare il focus tra le finestre con un solo tocco, ideale quando un’app serve solo come riferimento (per esempio, un documento o una scheda browser). Quando serve ancora più flessibilità, le gesture multitasking permettono di dividere lo schermo con due dita o di aprire un’app in modalità finestra trascinando dall’angolo superiore.

Attraverso le impostazioni Labs, si può anche forzare la modalità multi-window per tutte le app, incluse quelle che ufficialmente non la supportano.

Anche con tre app attive contemporaneamente, la One UI 8 resta stabile e “maneggevole”: basta un po’ di organizzazione per adattare gli spazi o ridurre a popup quella meno usata.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - Flex Mode

Modalità flex

Una delle funzioni più rappresentative dell’esperienza pieghevole è la Modalità Flex: piegando il Fold7 a circa 90 gradi, il sistema divide automaticamente lo schermo in due aree: quella superiore mostra i contenuti, quella inferiore si trasforma in un vero pannello di controllo interattivo. Con il nuovo Flex Panel si ottengono strumenti aggiuntivi come un touchpad virtuale con cursore, una rotellina di scorrimento per la navigazione web e controlli multimediali dedicati — funzioni che trasformano il dispositivo in una sorta di mini-laptop tascabile.

Consiglio: se usate la parte liscia come appoggio, ad alcune angolazioni più estreme il peso delle fotocamere tenderà a farlo aprire del tutto. Per evitare (quando serve), usatelo “al contrario”.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 -

Samsung ha inoltre migliorato la continuità tra i due schermi. Grazie all’opzione Continue apps on cover screen, si può scegliere se le app passano automaticamente dalla parte interna a quella esterna, solo con uno swipe, oppure mai. È una libertà di scelta che rende più naturale l’interazione e riduce al minimo le interruzioni: puoi iniziare a scrivere un’email a schermo grande e chiudere il telefono per completarla sul display esterno, senza che nulla si ricarichi.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 DeX

DeX e produttività desktop

Con la modalità Samsung DeX è sufficiente collegare il lo Z Fold7 ad un monitor esterno, via cavo o wireless, per trasformarlo in un desktop “completo”: finestre ridimensionabili, multitasking vero, gestione di file e cartelle come su un computer.

Anche se non è mia abitudine, ho provato spesso la configurazione che vedete nella foto qui sopra: Schermo esterno, tastiera e mouse Bluetooth. Il tutto funziona in modo sorprendentemente fluido, senza lag o instabilità. Per le attività quotidiane — scrittura di articoli, gestione di documenti, email, fotoritocco leggero — il Fold7 si comporta in modo impeccabile.

Ho provato anche un contesto più impegnativo: editing video in LumaFusion, un’app progettata proprio per dispositivi mobili. Il risultato è stato altalenante (complice anche la mia inesperienza con l’app). L’interfaccia si adatta bene al formato DeX, ma la precisione con il mouse non è paragonabile a quella di un PC, e alcuni flussi di lavoro — come la rimozione di clip (ripple delete) o l’utilizzo di formati video complessi come il 4:2:2 10-bit 4K60 — non sono supportati. 

Esperienza che però insegna una cosa fondamentale (forse lapalissiana): il potere del Fold7 non sta nel sembrare un computer, ma nel poter svolgere la maggior parte delle attività senza esserlo. Per la produttività “generica” il sistema è eccellente, per quella “specialistica” resta meglio affidarsi a una macchina dedicata.

N.B. Un aspetto che ho molto apprezzato è la possibilità di regolare la velocità del puntatore del mouse (che di base, almeno per me, è un po’ eccessiva). Una volta collegato, dallo smartphone andate in impostazioni -> DeX per regolarla tramite un comodo slider.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - Trascrizione Registrazione

Intelligenza artificiale e funzioni smart

Negli ultimi due anni Samsung ha puntato molto sull’integrazione tra Software e intelligenza artificiale, provando a non renderla solo “di moda”, tramite un insieme di strumenti pensati per semplificare l’esperienza quotidiana e ridurre il numero di operazioni manuali necessarie per completare una determinata attività.

Le nuove funzioni come Live Translate e Trascrizione vocale consentono di tradurre in tempo reale chiamate, messaggi e persino conversazioni dirette, mentre la generazione automatica di riassunti di note e documenti aiuta a gestire informazioni complesse con un tocco. Anche la tastiera Samsung integra un sistema di suggerimenti contestuali che si adatta al tipo di testo o al tono della conversazione, rendendo l’esperienza di scrittura più fluida e naturale.

Molto migliorata anche la sezione Modes & Routines, che ora si integra con i modelli di AI per reagire in modo più intelligente ai contesti. È possibile, ad esempio, impostare routine che attivano automaticamente il risparmio energetico in base alla posizione, o che modificano le impostazioni di rete e luminosità quando si collega il telefono a un monitor o si entra in un ambiente di lavoro. Anche le routine estetiche, come l’illuminazione Edge durante la ricarica o il passaggio automatico tra temi chiaro/scuro, sono più flessibili e immediate da configurare.

Tra queste, che ho provato ma non sono abituato ad utilizzare quotidianamente, quella che mi ha subito colpito (e funziona benissimo) è Audio Eraser, che pulisce i dialoghi dai rumori (anche estremi) sia nella galleria che nel Registratore. Ho testato anche più volte la trascrizione delle registrazioni (una comodità per meeting ed eventi) e, pur non essendo precisissima, mi è stata molto utile.

Tip: Ho provato a passare una trascrizione a ChatGPT e i risultati sono ottimi, riesce a ri-costruirne il contesto e, se glielo chiedete, a correggere eventuali errori o mancanze. 

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - Hardware, Benchmark e Gaming

Hardware, benchmark e gaming

Samsung ha scelto per il Galaxy Z Fold7 la piattaforma più spinta disponibile in casa Qualcomm (fino al mese scorso): lo Snapdragon 8 Elite for Galaxy, un chip a 3 nm con un core Prime che può raggiungere i 4,47 GHz e una GPU Adreno ottimizzata per il rendering 3D e le API Vulkan 1.3. La dotazione è completata da RAM LPDDR5X e storage UFS 4.0.

I numeri confermano questa sensazione di potenza. Nei miei test, il Fold7 ha fatto segnare 3126 punti in single-core e 9787 punti in multi-core su Geekbench 6, dati che raccontano un incremento tangibile sia nella reattività quotidiana sia nelle elaborazioni più pesanti. Su AnTuTu il totale supera quota 3,12 milioni, con una componente GPU particolarmente brillante oltre 1,14 milioni di punti: un valore che racconta chiaramente la vocazione gaming di questo chipset.

Passando alle prestazioni del sottosistema memoria, i test CPDT confermano velocità da top assoluto: in scrittura sequenziale si sfiorano i 990 MB/s, in lettura fino a oltre 2 GB/s, mentre nelle letture e scritture random si resta su livelli da flagship moderno. Tradotto nell’uso reale: installazioni di app immediate, caricamenti rapidi e nessun collo di bottiglia nemmeno nella gestione di grossi progetti o della memoria interna in multitasking con DeX.

Samsung Galaxy Z Fold7 - AnTuTu e Geekbench

Gestione termica

Il nuovo Snapdragon 8 Elite for Galaxy, unito al design ultra-sottile, comporta inevitabilmente una gestione termica delicata: il calore tende a concentrarsi nell’area del modulo fotocamere, dove è posizionato il SoC. Nei miei stress test prolungati, la CPU entra in fase di thermal throttle dopo qualche minuto di carico continuo: nel test di 15 minuti la performance scende fino al 73% del massimo, mentre in quello più esteso da 60 minuti si arriva al 64%. È una riduzione sensibile, ma il telefono continua comunque ad assicurare un comportamento stabile e fluido nelle attività comuni o lavorative.

Spostandoci sulla GPU, i risultati di 3DMark Wildlife Extreme Stress Test confermano una tendenza simile: il punteggio cala dai 6692 punti iniziali ai 4551 dell’ultimo loop, con una stabilità del 68%: il device spinge finché può, poi si assesta su un profilo di potenza sostenibile nel tempo.

Gaming

In gioco il Fold7 mostra l’altra faccia del suo design ultrasottile: tanta potenza subito, poi una gestione termica molto aggressiva. Il SoC scalda principalmente nella zona del modulo fotocamere, dove è posizionato il chip, e appena la temperatura interna sale… interviene il power management.

E i grafici del logging su Genshin Impact (60 fps – dettagli al massimo) lo mostrano in maniera chiarissima.

Su schermo interno, il Fold7 parte molto forte, vicino ai 60 fps, ma dopo una decina di minuti il throttling termico diventa evidente: la CPU inizia a ridurre le frequenze e gli fps scendono gradualmente nella fascia 45–35 fps, con frequenti oscillazioni. Nei punti più pesanti di Liyue e Fontaine si registrano anche cali più netti, fino a ~25 fps. Nulla che renda il gioco ingiocabile, ma si perde la fluidità iniziale e gli episodi di stuttering sono molto più frequenti. Le temperature restano comunque controllate, con valori che nei miei test si sono assestati attorno ai 33–34°C sulla scocca, quindi molto ben gestite, ma la controparte è una limitazione prolungata delle prestazioni.

Su schermo esterno la storia è differente: la superficie minore da aggiornare aiuta la GPU e il Fold7 riesce a mantenere i 60 fps molto più spesso. Qui i cali ci sono ancora (specialmente in combattimenti con effetti particellari pesanti), ma risultano meno frequenti e soprattutto più brevi. Anche le temperature salgono di più: intorno ai 38–39°C, principalmente nella zona delle fotocamere sul retro, segno che il sistema di raffreddamento sfrutta quella parte come punto di scarico termico.

Insomma, il Fold7 può giocare bene, ma non è un gaming phone. Il throttling arriva presto, soprattutto sull’ampio display interno, e costringe a scelte di compromesso: o si predilige la fluidità usando lo schermo esterno, o l’immersione visiva accettando una stabilità inferiore.

Scenario FPS medi 1% low FPS min Temp medie Stability percepita
Schermo interno 8″ 43 fps 25 fps 23 fps 33°C Oscillante dopo i primi 8–10 min
Schermo esterno 6.5″ 59 fps 39 fps 21 fps 38°C Perlopiù fluido, cali rapidi

Fotocamere

Il Galaxy Z Fold7 porta, per la prima volta su un Fold, un sensore principale da 200 MP (23 mm, f/1.7, 1/1.3”, OIS) mutuato dalla serie S25, affiancato da una ultra-grandangolare 12 MP (≈13 mm, f/2.2) con autofocus e da un tele 3× da 10 MP (≈69 mm, f/2.4, OIS).

Sul fronte selfie, Samsung abbandona la UDC (Under-Display-Camera) da 4 MP: ora troviamo due 10 MP f/2.2, una sul display esterno e una (punch-hole) su quello interno, per garantire qualità molto superiore in selfie e videochiamate.

Per quanto riguarda i video, invece, registra fino a 8K a 30 fps usando esclusivamente il sensore principale da 200 MP, con possibilità di zoom digitale fino a 5×. Tutte le fotocamere supportano la registrazione in 4K a 60 fps. A partire da circa , interviene nativamente il teleobiettivo, salvo condizioni di luce scarsa dove il sistema effettua un crop dal sensore principale ad alta risoluzione per mantenere una resa più pulita.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7 - Estetica

Fotocamera principale

Con il nuovo sensore 200 MP 1/1.3” f/1.7 (pixel binning 16-in-1), il Galaxy Z Fold7 compie un vero salto generazionale. In condizioni di luce diurna abbondante gli scatti risultano virtualmente indistinguibili da quelli di un Galaxy S25 Ultra: colori vibranti, tantissimo dettaglio e gamma dinamica ampia, con un HDR che privilegia la resa “pronta per i social”. Anche ombre e luci beneficiano di una margine di estensione leggermente superiore grazie al sensore più grande.

Al calare della luce, il Fold7 continua a offrire una resa solida grazie al sensore da 200 MP e alla Night Mode, combinazione che produce immagini molto luminose e pulite in contesti di luce medio-bassa. Il grande sensore consente di mantenere una buona quantità di dettaglio anche in interni, purché i soggetti siano statici: per illuminare bene la scena Samsung usa esposizioni leggermente più lunghe, e ciò significa che qualsiasi elemento in movimento nelle foto notturne può risultare mosso.

Teleobiettivo 3x

Il Galaxy Z Fold7 utilizza lo stesso teleobiettivo 3× da 10 MP che abbiamo già visto su altri Fold (incluso il 4) e altri Galaxy (anche S23, ad esempio). Questo significa che, in buona luce, lo zoom ottico 3× offre risultati nitidi e ben contrastati, con i caratteristici colori saturi Samsung e un look incisivo che funziona molto bene per ritratti e dettagli a media distanza. Fino a la qualità è quindi rassicurante e del tutto adeguata per l’uso social e personale. Oltre il 3× interviene lo zoom ibrido: i risultati restano “condivisibili” fino a , ma a 10× la nitidezza cala, con una resa più morbida e un ricorso evidente al micro-oversharpening che può generare artefatti.

Di sera, il teleobiettivo del Fold7 mostra i suoi limiti hardware: il sensore da 10 MP raccoglie poca luce e il software ricorre spesso al crop dalla principale da 200 MP per mantenere una luminosità adeguata. Il risultato è che gli scatti notturni possono sembrare buoni a prima vista, ma ingrandendo emerge perdita di dettaglio e rumore più marcatoPer i ritratti notturni, il Fold7 fa comunque un buon lavoro grazie all’OIS e all’elaborazione AI, ma serve mano ferma e soggetti immobili: i volti possono risultare soft se c’è anche un minimo movimento.

Insomma, il Fold7 non riesce a compiere lo stesso salto in avanti fatto con la cam principale, mantenendo (in questo caso) un approccio più conservativo.

Ultrawide

Il modulo ultra-grandangolare da 12 MP del Fold7 resta invariato rispetto al Fold6, ma era già una delle fotocamere meglio riuscite della serie. Offre un campo molto ampio (~123°), con distorsione ai bordi corretta via software e una resa cromatica ben allineata alla principale.

La vera marcia in più è la presenza dell’autofocus: una caratteristica “preziosa”, perché permette di usare la ultrawide anche come camera macro. Avvicinandosi fino a ~3–4 cm dal soggetto, il Fold7 attiva automaticamente la modalità macro. I risultati sono sorprendentemente buoni: ottimi dettagli ravvicinati e bokeh naturale, pur con le normali limitazioni del sensore da 12 MP quando si tenta di croppare troppo.

Quando la luce cala, l’ultrawide del Fold7 mostra limiti più evidenti. Il sensore da 12 MP f/2.2, pur assistito dalla Night Mode, non può competere con la wide principale o con le ultrawide più luminose presenti su alcuni cameraphone top.

In scene notturne con illuminazione cittadina i risultati restano comunque buoni:

  • colori abbastanza coerenti

  • rumore contenuto se c’è luce ambientale

  • buona leggibilità complessiva della scena

Appena si passa a interni poco illuminati o poche luci artificiali, però:

  • il rumore aumenta

  • i dettagli diventano morbidi

  • compaiono più artefatti da elaborazione

L’assenza di OIS, normale per questo tipo di lente, costringe a tempi di scatto leggermente più lunghi e può portare a mosso, specie se ci sono persone in movimento o se non si tiene la mano ben ferma. 

Selfie

Una delle migliorie più tangibili del Galaxy Z Fold7 riguarda proprio le fotocamere frontali: il risultato è un deciso passo avanti in termini di nitidezza e di resa del colore, con incarnati più naturali e una gestione dell’HDR capace di recuperare sia i volti sia sfondi molto luminosi senza sacrificare dettaglio. Anche il rumore risulta inferiore rispetto alla generazione precedente, contribuendo a un aspetto più pulito anche su piattaforme social e videochiamate.

Per chi vuole la massima qualità, il Fold7 offre una soluzione ancora superiore grazie alla modalità Rear Cam Selfie, che permette di utilizzare le fotocamere posteriori sfruttando la cover screen come monitor: in questo caso la resa è quella della camera principale, con un livello di dettaglio e di profondità che nessuna fotocamera frontale può offrire. Nella quotidianità, invece, la selfie sulla cover screen rimane la scelta più pratica: prestazioni solide, costanza cromatica e un look complessivamente molto piacevole anche alla luce del sole.

In condizioni di scarsa luce, le due fotocamere frontali da 10 MP del Galaxy Z Fold7 offrono una qualità comunque convincente, pur restando inevitabilmente inferiori al sensore principale. Si percepisce comunque la mancanza di una stabilizzazione ottica o di un sensore più grande. Il Fold7 non tenta di mascherare la notte come giorno, ma mantiene un equilibrio realistico che valorizza le luci ambientali.

Qualità Video

Sul fronte video, il sensore principale da 200 MP permette di registrare fino a 8K a 30 fps, con un livello di dettaglio altissimo e frame da circa 33 megapixel. È una modalità pensata più per la sperimentazione che per l’uso quotidiano: il telefono applica un crop di circa 1.3x e manca la stabilizzazione elettronica, il che rende necessaria una mano ferma o un gimbal nelle riprese a risoluzione massima.

Rammentandovi quanto già detto sui vari sensori in ambito forografito, il 4K a 60 fps è molto più equilibrato e supportato da tutte le camere principali. I video in questo formato risultano nitidi, molto stabili e ricchi di dettaglio, grazie alla combinazione tra OIS + EIS sulla wide e sulla telefoto. Anche il tracking del fuoco è solido: il Dual Pixel AF consente una messa a fuoco rapida e naturale sui soggetti in movimento, mentre la ultrawide, pur senza stabilizzazione ottica, rimane sorprendentemente sfruttabile e può attivare la modalità Super Steady a 1080p per un look più cinematografico.

La resa cromatica predilige un’estetica vivida, a volte troppo, complice la modalità Super HDR che enfatizza saturazione e contrasto: un’impostazione d’impatto, che può piacere o meno, ma che risulta efficace soprattutto nelle scene all’aperto. L’audio catturato dai tre microfoni è di livello alto, con registrazione stereo pulita e una soppressione del rumore di fondo molto efficace. Non mancano funzioni aggiuntive come Audio HDR e Modalità Voce, utili per isolare i dialoghi, oltre al tool Audio Eraser in post-produzione per ridurre disturbi come vento o brusio, accettando una lieve perdita di naturalezza nella voce.

Di notte o in interni poco illuminati, i video restano molto luminosi grazie ad esposizioni più lunghe e all’elaborazione aggressiva del software Samsung. Ciò però può portare a motion blur sui soggetti in movimento. Complessivamente, il Fold7 si rivela finalmente affidabile anche per vlog, riprese di viaggio e contenuti social (soprattutto col sensore principale), senza la sensazione di compromesso che affliggeva le generazioni precedenti. 

L’autonomia è uno dei punti dove il Galaxy Z Fold7 resta più “umano”. 

La batteria da 4400 mAh deve alimentare due display e un processore estremamente potente, e questo si traduce in una durata discreta ma non generosa. Nella mia esperienza quotidiana — fatta di social, browser, messaggi, foto e un po’ di lavoro — arrivo spesso al tardo pomeriggio con un 20–30% di margine, quel classico livello che ti obbliga a pensare alla ricarica se devi uscire la sera. Per sicurezza, tra le 17 e le 18 gli do quasi sempre una “botta” di energia per riportarlo almeno al 60%, così da completare tranquillamente la giornata. Se siete fuori e lo usate per lavoro, una powerbank è quasi d’obbligo.

La ricarica è l’aspetto più conservativo del pacchetto: Samsung resta ferma a 25W via cavo e 15W wireless. Per tornare al 100% serve oltre un’ora e venti minuti, e in mezz’ora si ottiene circa il 45–50%. Non è drammatico, ma oggi, soprattutto su un device che consuma così tanto schermo aperto, ci si aspetterebbe maggiore velocità — anche solo 45W farebbero la differenza.

Nel complesso, il Fold7 non è uno smartphone che vuole essere dimenticato in tasca: la batteria chiede attenzione. Se però si gestiscono bene schermo interno e routine energetiche, si arriva a sera senza problemi. Il vero limite è l’assenza di una ricarica più veloce: non cambia la giornata, ma cambierebbe nettamente la serenità di utilizzo.

Recensione Samsung Galaxy Z Fold7

Samsung Galaxy Z Fold7 - Tiriamo le conclusioni

Il Galaxy Z Fold7 si posiziona nella fascia più alta del mercato smartphone: in Italia parte da 2.199 € nella versione 12/256 GB, 2.319 € per la 12/512 GB e arriva fino a 2.619 € per il modello da 1 TB, con promozioni di lancio limitate che hanno solo parzialmente mitigato l’investimento. È una cifra importante, ed è giusto che chi spende questa somma si aspetti l’eccellenza in ogni area.

Detto questo, a distanza di alcuni mesi dal debutto, il prezzo reale sul mercato è già cambiato in modo significativo: il Fold7 non si trova più vicino al listino ufficiale, ma oscilla anche tra il -35% e il -45% a seconda della configurazione e delle offerte del momento. Questo rende l’acquisto meno “estremo” rispetto al day one, ma resta comunque un prodotto destinato a una nicchia ben precisa, disposta a pagare un extra per la forma-fattore pieghevole e le funzioni di produttività avanzata.

È un dispositivo che sa dare tanto: è più sottile, più comodo, più potente e più rifinito di qualsiasi pieghevole Samsung visto finora. Il display esterno ora si usa davvero come uno smartphone “normale”, il multitasking è finalmente all’altezza della promessa “due dispositivi in uno”, la qualità fotografica (della principale) non è più un passo indietro rispetto ai flagship tradizionali e l’esperienza con One UI 8 mostra una maturità che mancava ai primi Fold.

Dove acquistare il Galaxy Z Fold7

Link affiliati: prezzo e disponibilità possono variare nel tempo.

Allo stesso tempo, ci sono ancora compromessi che, a questo prezzo, non si vorrebbero più accettare: l’autonomia non permette ancora di “staccare il pensiero”, la ricarica resta troppo lenta per un device che consuma così tanto a schermo interno aperto, e la dissipazione termica limitata dal design ultra-sottile si fa sentire nei giochi o in attività prolungate.

Se poi, tutto il comparto fotocamere fosse all’altezza dell’Ultra, saremmo a cavallo. Sono aspetti che non rovinano l’esperienza, ma che ricordano che il Fold7 è sì un top di gamma… ma con sfide hardware ancora tutte da vincere. Chi invece cerca il massimo senza particolari compromessi in autonomia, dissipazione e fotocamera in condizioni estreme troverà in un S25 Ultra o in un top di gamma tradizionale una scelta più equilibrata, oltre che molto più economica.

Il salto avanti, comunque, è evidente e fan ben sperare per il futuro dei pieghevoli e di un dispositivo all-in-one.

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