Fino a pochi anni fa, Honor rappresentava un brand che come target aveva principalmente un pubblico giovane, puntava tutto sul mercato online, faceva capo a Huawei e veniva apprezzato per i suoi smartphone dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Quel brand non esiste più o, per meglio dire, è cresciuto, maturato, è “uscito di casa” ed è diventato indipendente, in tutti i sensi.

Adesso Honor è un brand che fa anche top di gamma. E li fa bene.

Design, Costruzione & Materiali

Honor Magic 4 Pro è uno smartphone impossibile da non notare. L’enorme camera bump circolare, “l’occhio della Musa”, cattura l’occhio di chiunque, così come le sue dimensioni.

163.6 x 74.7 x 9.1mm per 209 grammi

Le curvature su entrambi i lati aiutano sicuramente il grip, però, con un display da 6.81″ e 209 grammi di peso non stiamo sicuramente parlando di uno smartphone compatto.

Il peso non è dato solamente dalle dimensioni ma anche dai materiali, nella fattispecie vetro alluminosilicato per la back cover (lo stesso alla base di quelli prodotti da Corning per i Gorilla Glass) e alluminio per il frame. Il tutto protetto dalla certificazione IP68.

Certificazione IP68: Totalmente protetto contro l’ingresso di polvere, sabbia e in generale qualsiasi corpo solido di piccole dimensioni. Resistenza all’immersione fino a 1.5m per 30 minuti.

Honor Magic 4 Pro

Display, Audio e Multimedialità

L’enorme schermo curvo di Honor Magic 4 Pro offre tutto quello che si può desiderare, e anche qualcosina in più. Il pannello è un OLED LTPO a 10 bit da 6.81″, con una frequenza di aggiornamento adattiva a 120Hz, HDR10+, IMAX Enhanced ed un picco di luminosità di 1000nits, una risoluzione QHD+ (1231×2848 pixel) e 460ppi.

Frequenza di aggiornamento adattiva: Il refresh rate di Honor Magic 4 Pro può variare tra 120 e 1Hz. Questo perché, non avendo sempre bisogno dei 120Hz su ogni tipo di contenuto, possiamo impattare meno sulla batteria. La Magic UI offre 4 modalità di utilizzo: dinamica, elevata (120Hz), media (90Hz) e standard (60Hz). Durante i test ho utilizzato prima la “elevata” e ho concluso con la modalità “dinamica”.

Con quest’ultima, ad alti livelli di luminosità lo schermo scenderà fino a 1Hz, mentre in alcune app si fermerà a 10Hz. A luminosità più basse, su scenari statici, invece scenderemo a 90 o 60Hz. Nella home screen, stranamente, lo smartphone evita sempre di salire a 120Hz, mentre ci arriva in alcuni menu di sistema. Alcune app, poi, si fermano a 60Hz (Google Chrome) oppure a 90Hz.

Ovviamente, impostando la modalità “elevata”, tutto verrà mostrato sempre a 120Hz.

Inoltre, utilizza una Modulazione di larghezza d’impulso (PWM) ad alta frequenza per il controllo della luminosità.

Modulazione di larghezza d’impulso (PWM): è un sistema che accende e spegne il pannello per regolarne la luminosità ad una velocità tale che l’occhio umano non riesce a registrarne il flicker e lo percepisce come un graduale incremento/decremento. Alcune persone, però, potrebbero avvertire dei fastidi, soprattutto a basse luminosità. Una buona frequenza per la PWN è compresa tra i 100 eh i 1000Hz, ma Honor Magic 4 Pro arriva a 1920Hz, quindi molto alta (e più “sicura”) rispetto ai competitor.

Altro aspetto importante da associare allo schermo è l’audio. Honor Magic 4 Pro possiede 2 speaker stereo coadiuvati dal display piezoelettrico. Il primo speaker si trova in basso, mentre il secondo è composto dalla capsula auricolare, che utilizza come cassa di risonanza lo spazio che la separa dalla griglia posta nella parte alta del frame.

I suoni arrivano quindi da 3 fonti diverse, e credo proprio che sia questo che riesce a farci percepire un bilanciamento quasi identico tra i due speaker, nonché una qualità assoluta molto alta. Sotto il profilo dell’audio, Honor Magic 4 Pro è probabilmente il migliore che io abbia provato come bilanciamento generale delle frequenze e del volume.

E con un display di livello, sempre ben visibile e nitido, e un audio da primo della classe, non posso che dirvi che l’esperienza multimediale con questo smartphone è eccezionale. Ha superato ogni mia aspettativa e al momento, sotto questo aspetto è il mio smartphone preferito. Ovviamente, è provvisto di protocollo Widevine L1.

Honor Magic 4 Pro

Widevine: è una tecnologia proprietaria di gestione dei diritti digitali (DRM) di Google. Fornisce principalmente un modulo di decrittografia dei contenuti (CDM) come client per Google Chrome e altri browser e dispositivi. Può essere utilizzato gratuitamente dai fornitori di contenuti e come tale non addebita alcun costo per la generazione di licenze o l’integrazione del dispositivo.

Il Widevine L1 rappresenta il massimo livello di protezione, senza alcuna restrizione di risoluzione o HDR. Sia la crittografia che le operazioni di elaborazione dei media si verificano in un ambiente di esecuzione attendibile (TEE).

Wikipedia
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Ci sono anche alcune chicche software relative alla visualizzazione dei video:

  • Ottimizzatore Video: nei test che ho effettuato funziona ha funzionato su Netflix, Prime Video e YouTube. Renderizza i video non-HDR e li “trasforma” in HDR. Ovviamente i risultati sono variabili e non paragonabili ad un vero HDR, ma in alcuni casi i contenuti sono più accattivanti.
  • Incremento Velocità Fotogrammi: tipicamente è chiamato MEMC e serve per aumentare la “fluidità” dei video per simulare i 60fps. Lo fa inserendo dei frame “neri” e spesso funziona bene, ma in caso di video più “action” potrebbe creare degli artefatti. Siccome aumenta anche il consumo energetico, se proprio volete usarlo fatelo con parsimonia.

Sensore di impronte ultrasonico e sensore 3D ToF

Prima di proseguire nell’analisi del dispositivo, soffermiamoci un attimo ancora sulla parte frontale per parlare dei suoi sistemi di sblocco:

  • Sensore di impronte ultrasonico: più preciso e rapido dei normali sensori ottici, questo sensore invia degli input a ultrasuoni quando si posizione il dito sullo schermo, ed è in grado di rilevare un’immagine 3D delle impronte. Inoltre, funziona anche in caso di impronte digitali bagnate o “sporche” e con poca illuminazione. Lo svantaggio è che questo tipo di sensore potrebbe diminuire la sua efficacia con pellicole o vetri temperati, anche se, durante i test, ho utilizzato per gran parte del tempo lo smartphone con una pellicola protettiva e non ho mai avuto problemi. Però è un’eventualità da tenere in considerazione.
  • 3D ToF: Il sistema di sblocco facciale di Honor Magic 4 Pro si avvale di questo specifico sensore, capace di eseguire una scansione 3D del volto ed utilizzare i dati di profondità per uno sblocco più sicuro ed affidabile.

Il tutto è gestito da un sistema a doppia sicurezza (HTEE+QTEE) e da un ulteriore chip indipendente, per fornire la massima sicurezza per password e dati biometrici, come Face ID e impronte digitali.

Honor Magic 4 Pro

Hardware, Gaming & Benchmark

Lo Snapdragon 8 Gen 1 è il System-on-a-Chip in carica, con una CPU octa-core a 4nm composta da 1 core Cortex-X2 a 3GHz per i task più intensi, 3 Cortex-A710 a 2.40GHz e 4 Cortex-A510 a 1.70GHz per i task meno intensi. La GPU, invece, è una Adreno 730. La variante in mio possesso è quella con 8 GB di RAM LPDDR5 e 256 GB di memoria non espandibile UFS 3.1.

Tutto viene gestito come ci si aspetta da caratteristiche del genere e non ci sono particolari differenze rispetto agli altri smartphone dello stesso “calibro”. Nel test per il throttling della CPU che uso solitamente (da 60 minuti), Honor Magic 4 Pro si è comportato abbastanza bene. Il calo principale delle performance c’è stato dopo il primo quarto d’ora, ma non è mai sceso sotto il 69%. Anche in 3D Mark ha raggiunto risultati comparabili agli altri top di gamma e, proprio come gli altri, la stabilità delle performance è circa del 50%.

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N.B. Questi benchmark non rappresentano un utilizzo reale, perché nessuna app o gioco utilizzerà mai il 100% delle risorse disponibili, ma sono un buon metro di paragone per confrontare gli smartphone durante un utilizzo forzato sotto le stesse condizioni.

Adesso che le temperature cominciano a scendere un po’, anche quelle degli smartphone top di gamma, ovviamente, migliorano. Dopotutto, se fuori ci sono 35/37 gradi, all’interno dello smartphone, con il calore delle nostre mani ed il suo utilizzo, difficilmente possiamo aspettarci di meno, poi possiamo stare qui a discutere per ore, ma non dimenticate mai che questi non sono più telefoni, ma computer veri e propri, e senza una dissipazione attiva di un certo livello, soprattutto in estate diventeranno caldi, SEMPRE.

Quindi fornetti, padelloni e utensili da cucina lasciamoli lì dove sono, questo è un altro campo.

Soprattutto nell’ultimo periodo Honor Magic 4 Pro al massimo è diventato tiepido sul retro e un po’ più caldo nella parte delle fotocamere ma, anche durante sessioni di gioco da un’oretta, e arrivando a circa 44/46 gradi, non è mai risultato scomodo da utilizzare.

Honor Magic 4 Pro

Connettività

Anche sotto il profilo della connettività Honor non ha badato a spese, rendendo il Magic 4 Pro davvero completo anche sotto questo punto di vista. A parte il jack per le cuffie, infatti, non manca davvero nulla, compresa l’uscita video per poter accedere alla modalità desktop e la porta infrarossi, che non sono affatto da dare per scontati nemmeno a questi prezzi.

Oltre le ottime prestazioni in ricezione (sia in chiamata, che 4G che WiFi), Honor Magic 4 Pro è dotato della funzione “Just Say to Me”, che con l’aiuto del display piezoelettrico sarà capace di direzionare il flusso audio della capsula direttamente al nostro orecchio, evitando di far percepire le nostre chiamate in luoghi pubblici. È da ricordare, però, che su 10 livelli di volume disponibili, entra in funziona al livello di volume 6 o inferiore. L’indicatore del volume cambierà colore, così da sapere sempre quando è in funzione.

Honor Magic 4 Pro

Software & App

Il software a bordo, basato su Android 12, è la Magic UI 6.0, attualmente aggiornato con le patch di sicurezza di Agosto 2022. Per chi ha utilizzato uno smartphone Honor o Huawei in passato, è come trovarsi a casa. Non ci sono differenze significative nel design, icone o menu. La differenza principale, è che sugli smartphone Honor sono presenti i Servizi Google.

Il sistema operativo offre un bel po’ di opzioni di personalizzazione. Troverete un’ampia selezione di temi, diversi stili di Always-on-Display, ed è possibile scegliere se utilizzare una classica Home Screen oppure utilizzare il “cassetto” delle app.

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Anche la maggior parte delle funzionalità di Android 12 sono presenti. C’è la dashboard per la privacy, autorizzazioni selettive delle app, le bolle di notifica, il punto verde che indica se un’app sta utilizzando la fotocamera o il microfono. Non ho però trovato la cronologia delle notifiche, che probabilmente non è stata ancora implementata.

Ci sono poi diverse funzionalità per la privacy, in aggiunta a quelle classiche di Android. Si può limitare/bloccare praticamente tutto: app, cartelle, file, immagini e video, password.

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Honor non ha trascurato neanche il multitasking. Con uno swipe “trattenuto” dal bordo sinistro o destro dello schermo si potrà accedere ad un piccolo menu laterale nel quale inserire diverse app o “azioni”. È possibile aprire più app contemporaneamente, ma vengono spostate su un pannello laterale separato per un rapido accesso durante il multitasking.

Riguardo l’utilizzo delle memorie, Honor ha implementato l’OS Turbo X, che si occupa regolarmente della deframmentazione della memoria per assicurare sempre stabilità e velocità al sistema. Inoltre si occuperà della “sospensione” delle app in memoria, senza chiuderle, per darci la possibilità di riprendere da dove abbiamo lasciato. Su quest’ultimo punto c’è ancora un po’ da lavorare, perché il sistema tende a essere un po’ troppo frettoloso a chiudere le app (non è un problema per tutti, ma va segnalato). Certo, tramite le impostazioni si può fare un setup certosino per indicare quali app vanno lasciate “libere”, ma si tratta di un tipo di funzione che non tutti utilizzano (o non tutti sanno che esiste).

L’esperienza complessiva mi è piaciuta molto, il software è abbastanza completo, affidabile e veloce, però ci sono un paio di cosette che secondo me potrebbero essere sistemate con delle piccole modifiche:

  • Con lo swipe verso il basso, nella home, è possibile solamente visualizzare il menu della ricerca e non la tendina delle notifiche e quick toggle (per questo bisognerà effettuare uno swipe dall’estremità alta dello schermo);
  • Se nella home si preme a lungo su un’icona si potrà solo rimuoverla o accedere a determinate operazioni rapide di quell’app, ma non si potrà chiuderla o disinstallarla;
  • Nella tendina dei quick toggle sarebbe utile aggiungere quello per attivare/disattivare la luminosità automatica.
Honor Magic 4 Pro

Fotocamere

Il blocco delle fotocamera rappresenta uno dei punti focali quando si parla di un top di gamma. La lente principale che fa belle foto non basta. Honor lo sa, e per competere con gli altri top di gamma ha dotato Honor Magic 4 Pro di 3 fotocamere posteriori e 1 anteriore:

  • La fotocamera principale è una 50 mega-pixel con sensore SONY IMX766, apertura f/1.8 e distanza focale 23mm. La stabilizzazione, su questa lente, è SOLO digitale.
  • La fotocamera periscopica è una 64 mega-pixel con sensore Omnivision OV64B (lo stesso di Huawei P50 Pro), apertura f/3.5 e distanza focale 90mm, con stabilizzazione OTTICA ed ELETTRONICA. Fornisce uno zoom ottico 3.5X e uno zoom digitale che si spinge fino a 100X.
  • La fotocamera grandangolare è una 50 mega-pixel con apertura f/2.2 e autofocus, così da poter essere utilizzata anche come macro (distanza minima 2.5cm).
  • La fotocamera anteriore è una 12 mega-pixel f/2.4 accompagnata da un sensore 3D ToF, che raccoglie i dati di profondità (lo stesso usato per lo sblocco facciale).

Le fotocamere posteriori sono poi accompagnate da 2 sensori addizionali, uno è un 3D ToF per i dati di profondità e che funge da autofocus nelle scene con poca luce e un sensore anti-flicker che aiuta a regolare la velocità dell’otturatore per eliminare, per l’appunto, il flicker durante la registrazione video. L’intero sistema si affida poi ad un sensore specifico per il bilanciamento del bianco.

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HONOR Image Engine & Ultra Fusion Photography

Per capire come funziona il tutto è importante conoscere l’Honor Magic Engine, che combina hardware (sensori e lenti) al software (Ultra Fusion e Color Engine). L’aspetto più interessante è proprio relativo all’Ultra Fusion Photography, che combina, per ogni scatto, i dati estratti da più di una fotocamera.

Quando, ad esempio, scattiamo con la ultra-grandangolare, la parte centrale verrà fusa con i dati della principale per aumentarne la definizione, e la stessa cosa avverrà per gli scatti della periscopica.

Honor Magic 4 Pro

Honor Magic 4 Pro | Fotocamera Principale

N.B. Per diversi tipi di esigenza le foto nell’articolo sono compresse (molto), ti consiglio di guardarle in qualità originale: puoi scaricarle qui!

La fotocamera principale offre performance degne di nota, sia all’aperto che in ambienti indoor. Dettaglio, nitidezza e gamma dinamica sono davvero di livello. Per quanto riguarda la gestione dei colori c’è ben poco da dire, sono belli saturi e carichi. Per molti non sarà un problema, anzi, gli scatti sembrano già pronti per essere caricati sui social, con una bella dose di contrasto.

Fotocamera Principale | Foto Serali

Di sera la situazione cambia un pelino, complice la scelta di non dotare questo sensore della stabilizzazione ottica. Onestamente non so perché non l’abbiano messa, avrebbe potuto dare ancora di più.

In ogni caso gli scatti restituiti sono nella media. Quella dei top di gamma intendo, quindi sono buoni.

C’è ovviamente la modalità notte ma spesso, soprattutto quando ci sono delle fonti di luce, neon, insegne luminose o altro, vi consiglio di non usarla, perché renderà le foto un po’ troppo luminose e meno naturali. Inoltre, non essendoci la stabilizzazione ottica, allungando i tempi di scatto, se non avete la mano ferma potreste incorrere nel micro-mosso, che renderà le foto più morbide.

Modalità Ritratto

Anche se un po’ “morbidi” i ritratti sono molto piacevoli, con un buon dettaglio e colori che rimangono belli vividi. C’è la possibilità di scegliere di scattare i ritratti con zoom 2x, ma essendo solo un crop del sensore principale, avremo una leggera perdita di dettaglio e nitidezza, ma la resa generale più o meno resta identica.

Purtroppo non si può scattare direttamente in modalità ritratto con il sensore telescopico, ma se date uno sguardo agli ultimi 4 scatti, noterete come la separazione dallo sfondo risulti molto più naturale. Nel prossimo paragrafo scoprirete come, in praticamente il 90% dei casi, l’ho preferito al principale. Ha una qualità eccezionale.

Honor Magic 4 Pro | Fotocamera Telescopica 3.5X

La resa complessiva del teleobiettivo è eccellente. Questa fotocamera mi è piaciuta così tanto che l’ho decisamente utilizzata molto di più rispetto alla principale. Soprattutto in giro, dove la focale da 90mm è vicina a quella più utilizzata dagli street photographers (85mm), è davvero divertente, e riesce a dare un punto di vista davvero diverso. È in linea con la fotocamera principale in termini di colore, esposizione e persino gamma dinamica.

Fotocamera Telescopica 3.5X | Foto Serali

Su questo sensore la stabilizzazione c’è, e si vede. Ancora una volta, scaricate le immagini originali e vedrete, il livello di dettaglio, anche di sera, è davvero impressionante. Lo stesso vale per bilanciamento e coerenza cromatica col sensore principale. Anche qui vale lo stesso discorso della modalità notte, spesso è quasi inutile.

Honor Magic 4 Pro | Ultra-Grandangolare/Macro

Le prestazioni dell’ultra-grandangolare sono ottime durante il giorno con una buona gestione dei dettagli e del bilanciamento, anche se gli scatti risultano spesso un po’ più “caldi” in termini di temperatura del colore rispetto alle altre due fotocamere.

La gamma dinamica non è alla pari con quella della fotocamera principale e del teleobiettivo e, come da tradizione per gli ultra-grandangoli, i dettagli ai margini delle foto sono molto più morbidi e degradati.

Gli scatti nel complesso sono davvero validi, non fraintendetemi, ma parliamo di un top di gamma, ed è giusto fargli le pulci!

Nel menu “altro” è presente anche una modalità Super-Macro che utilizza la fotocamera ultrawide. I risultati possono variare poiché non è sempre semplice capire la giusta distanza di messa a fuoco. Però, una volta capita la giusta distanza, gli scatti sono sicuramente superiori alla media dei classici sensori da 2/5 megapixel. Ci sono anche tre switch per la distanza: 0.6X, 1X e 2X, che però sono semplicemente crop diversi della fotocamera.

Ultra-Grandangolare | Foto Serali

Di base, le fotocamere grandangolari sono meno performanti di sera, su tutti gli smartphone. Questa di Honor Magic 4 Pro, però, proprio non l’ho capita. Le immagini sono un po’ troppo morbide, anche se colori e gamma dinamica non sono male, ma in generale mi aspettavo qualcosa in più.

Un chiarimento

Tutti i pareri sulla fotocamera, come sempre, valgono SOPRATTUTTO per il punta e scatta. Qui sotto vi metto alcune foto fatte durante un concerto, e in quei casi, già solo giocando con l’esposizione, i risultati sono ottimi, a riprova che l’hardware è davvero di livello anche in situazioni più estreme.

Honor Magic 4 Pro | Selfie

Ad essere sincero, non avevo grandi aspettative sulla selfie camera. Questo perché, di solito, le ultra-wide frontali non hanno sempre una qualità sopra la media, e su un top di gamma ci si aspetta sempre il meglio. In questo caso abbiamo 3 opzioni tra cui scegliere: 0.6x, 0.8x e 1x, tutti crop dello stesso sensore.

La qualità generale degli scatti è molto buona, soprattutto in termini di bilanciamento generale dei colori e dell’esposizione. La modalità 0,6x produce immagini leggermente più morbide, ma se non si spulcia troppo i difettucci non sono nemmeno così facili da notare. Per il resto, anche le tonalità della pelle sono ben preservate.

Anche l’effetto bokeh è abbastanza convincente, probabilmente più di quello posteriore. Forse il sensore ToF che affianca questo sensore è più “capace” dell’altro, e si nota soprattutto in quest’ambito.

Honor Magic 4 Pro | Video

Magic 4 Pro può registrare video fino ad una risoluzione massima di 4K@60fps. Ecco come vengono utilizzate le varie lenti per ogni risoluzione:

  • 4k@60fsp: Lente Principale, zoom fino al 10X. Dal 4.8X viene usata la lente telescopica.
  • 4K@30fps: Lente Ultra-Wide e Principale, zoom fino al 10X. Dal 4X lente periscopica.
  • 1080@60fps: Principale, zoom fino al 10X. Dal 4.8X viene usata la lente telescopica.
  • 1080@30fps: Ultra-Wide e Principale, zoom fino al 10X. Dal 4X lente periscopica.

Niente video in 8K ma, personalmente, non lo ritengo affatto un difetto.

Modalità “CINEMA”

Oltre alle normali modalità di registrazione, Honor fornisce tutta una serie di funzionalità legate al mondo del videomaking, tutte presenti nella modalità cinema.

Attivando questa modalità, per restituire un look più “cinematografico”, l’aspect ratio verrà bloccato (tranne che per lo slow-motion) in 21:9 e potremmo scegliere tra 24 e 30fps. Accedendo al sottomenu tramite due swipe verso sinistra, troveremo in alto diversi toggle da poter utilizzare:

  • Slow-Motion: risoluzione 1080@120fps in 16:9, con zoom massimo 2X. Questa modalità c’è anche nel sottomenu “altro”, dove potremmo spingere fino a 240fps, senza però avere accesso alle opzioni “cinema”.
  • Registrazione in 4K HDR10+
  • LOG: modalità che ci permetterà una migliore manipolazione in post, e l’unica con la quale sarà possibile registrare anche a 60fps.
  • LUT: le “Look up Tables” sono dei preset di colore da applicare in registrazione, utilizzabili anche in modalità 4K HDR10+. Sono otto in tutto, e simulano vari stili cinematografici, più o meno moderni, o che riprendono lo stile di alcuni registi. La LUT “Nostalgia”, ad esempio, è ispirata ai lavori di Wes Anderson.

Honor Magic 4 Pro | Qualità Video

I video con la fotocamera principale hanno una qualità complessiva davvero alta, con nitidezza e dettagli al vertice della categoria, con un bilanciamento generale più naturale rispetto alle foto. Il passaggio alla ultrawide fa perdere un po’ di qualità, sia come dettagli che nitidezza, ma in generale il risultato complessivo è buono.

I video hanno la possibilità di sfruttare uno zoom fino al 10X e, a seconda della risoluzione, a 4X o 4.8X avverrà il passaggio automatico al sensore telescopico. Il che è un peccato, perché nonostante la qualità rimanga alta, sarebbe stato meglio poter utilizzare tale sensore anche per il 3.5X, alla sua massima qualità.

Honor Magic 4 Pro

Autonomia

Honor Magic 4 Pro possiede una batteria da 4600mAh, con ricarica rapida cablata a 100W. Anche la ricarica wireless è a 100W, ma servirà la base di ricarica proprietaria per raggiungere tale velocità. Col cavo ci vorranno circa 30 minuti per una ricarica completa, 40 senza. C’è anche la ricarica wireless inversa a 5W.

Come ogni top di gamma che si rispetti (e di quest’anno li ho provati quasi tutti), l’autonomia dipenderà molto dal tipo di utilizzo.

Sono fattibili 6/7 ore di display? Certo, ma sotto wi-fi e per lo più guardando contenuti video. In contesti più movimentati, pendolari, con aggancio-sgancio celle, maps, chiamate e notifiche (come durante l’IFA di Berlino) arrivavo alle 15/16 col 20/25% e, per evitare di non arrivare a sera, gli davo un 15 minuti di corrente ed ero a posto. Dopotutto, la ricarica a 100W serve proprio a questo.

Honor Magic 4 Pro

Honor Magic 4 Pro – Alternative e Conclusioni

Honor Magic 4 Pro è uno smartphone molto semplice da consigliare. È completo e non gli manca praticamente nulla.

Ma il territorio dei top di gamma non è fatto solamente da schede tecniche e prezzi, ma anche dalla reputazione dei brand che “osano” chiedere 1000 euro e oltre per un “telefono”.

Sicuramente, per chi non ha preferenze di brand, la scelta tra Magic 4 Pro, Xiaomi 12 Pro, Samsung 22 Ultra, OPPO Find X5 Pro, VIVO X80 Pro, Google Pixel 7 Pro e, magari, una controparte Apple, risulta difficile, perché alla fine l’hardware è importante su tutti e le differenze sono a volte minime. Certo, se prendete in considerazione Apple la situazione è diversa perché cambia il sistema operativo, quindi magari la preferenza per Android o Apple vi toglie l’impiccio.

Se, invece, siete indecisi tra quale Android top di gamma acquistare, secondo me molto dipenderà dalle vostre priorità, perché le differenze, nella maggior parte dei casi, sono davvero risicate e relative a preferenze personali più che obiettive. Per discuterne assieme vi invito nel gruppo telegram.

Quello che è certo, è che Honor ci ha presentato un vero top di gamma, un segnale importante soprattutto dopo il distacco da Huawei. E molto probabilmente, è destinata a colmare quel vuoto che il fiore rosso ha lasciato nel cuore di tanti sostenitori.

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