Il nuovo STARCRAFT non è pensato come un live service stagionale. Dan Hay, general manager e creative director del progetto, lo descrive come uno shooter open world narrativo acquistabile come prodotto completo, con una storia dotata di inizio, sviluppo e finale.
Le nuove informazioni arrivano da un incontro con la stampa coreana trascritto da Inven Global e ripreso da PC Gamer. Blizzard aveva annunciato il gioco il giorno precedente, ma senza chiarire struttura, protagonista e collocazione temporale.


Un personaggio creato dal giocatore
Il protagonista potrà essere creato, personalizzato e chiamato dal giocatore. La campagna seguirà la sua crescita dentro un Settore Koprulu trasformato, alternando missioni narrative ed esplorazione libera.
Se una missione risulterà troppo difficile, sarà possibile tornare nel mondo aperto, trovare equipaggiamento e potenziare l’armatura prima di riprovare. La formula richiama l’esperienza maturata da Hay sulla serie Far Cry.
Una storia con un finale vero
Il direttore insiste sulla presenza di una conclusione definitiva. Nella forma attuale non sono previste stagioni usate per diluire la trama nel tempo, una scelta meno scontata nel mercato degli shooter moderni.
Questo non esclude eventuali componenti condivise o contenuti successivi, che Blizzard non ha ancora discusso. Il punto confermato è che la campagna dovrà funzionare come esperienza autonoma e completa.


Settant’anni dopo StarCraft II
L’avventura sarà ambientata circa settant’anni dopo Legacy of the Void. Il salto temporale permette al team di introdurre personaggi, fazioni e conflitti nuovi senza cancellare il canone della saga.
Terran, Zerg e Protoss potranno aver cambiato alleanze e prospettive. Blizzard vuole conservare l’atmosfera cupa da western spaziale di StarCraft, pur raccontandola da terra invece che dall’alto.



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