Beelink ha ampliato la famiglia ME Pro, una linea che prova a collocarsi a metà strada tra mini PC ad alte prestazioni, sistema di archiviazione locale e piattaforma compatta per carichi legati all’intelligenza artificiale.
La novità più interessante, però, non è soltanto la crescita della capacità di archiviazione. Beelink insiste soprattutto su un’idea di prodotto più flessibile del solito, con schede madri modulari sostituibili all’interno dello stesso chassis.


Il cuore della nuova serie ME Pro è una struttura modulare pensata per durare
L’elemento che distingue davvero i nuovi ME Pro è l’architettura della scheda madre in formato modulare, inserita con un design a cassetto già visto nelle prime versioni della gamma. Con questa generazione, Beelink conferma che i moduli motherboard sono intercambiabili all’interno di ciascuna categoria di chassis, aprendo così alla possibilità di aggiornare il processore senza cambiare l’intero sistema.
È un approccio meno comune rispetto a quello del tradizionale mini PC, dove CPU, piattaforma e connettività restano spesso legati alla configurazione iniziale. Qui, invece, l’azienda parla già di futuri moduli con processori differenti, lasciando intendere una linea evolutiva che può adattarsi nel tempo a esigenze diverse: più potenza di calcolo, consumi differenti o carichi di lavoro più specializzati.
Anche il posizionamento d’uso è piuttosto chiaro. Le tre configurazioni vengono indicate per ambiti come produzione audio, montaggio video e gestione locale dei dati. Le varianti con Ryzen 7 H 255 e Ryzen AI 9 HX 370 sono quelle che guardano di più ai flussi video 4K e ai compiti multi-thread, mentre il modello di punta con Ryzen AI 9 HX 370 porta in dote fino a 80 TOPS per l’elaborazione AI.


Più spazio locale e rete veloce: il ME Pro guarda a creator, studi e piccoli team
L’altro asse della nuova gamma è naturalmente l’archiviazione. Beelink propone una versione a 2 vani che combina quattro slot SSD con due baie per hard disk, arrivando fino a 76 TB complessivi.
In un momento in cui molte attività si appoggiano ancora al cloud, il messaggio qui va in direzione opposta: più dati in locale, più velocità di accesso diretto e più controllo sull’infrastruttura. Non a caso tutti i modelli includono di serie la connettività 10GbE, utile per sincronizzare rapidamente asset audio e video in rete locale.
C’è poi un dettaglio secondario ma indicativo del modo in cui il marchio vuole differenziare la linea. Le versioni Intel adottano una finitura blu navy, mentre i modelli AMD scelgono un nero con accenti rossi. È già previsto anche un modello basato su ARM, in arrivo con una livrea bianco perla.