Dying Light: The Beast introduce Restored Land con l’aggiornamento 1.6 del 26 marzo. La nuova esperienza è dedicata al gioco in solitaria e cambia il modo di sopravvivere a Castor Woods.
Nemici sconfitti e bottino raccolto non vengono semplicemente riproposti: il mondo mantiene gli effetti delle azioni. Convogli, Dark Zones e Hives possono essere completati una sola volta, rendendo più importante la gestione dei percorsi e delle risorse.
Un territorio da riconquistare
Restored Land si apre da una sezione dedicata del menu ed è disponibile alle difficoltà Survivor e Brutal. I livelli di minaccia regionali e i segnalini aiutano a seguire il lavoro di ripulitura delle aree.
Fame, batterie della torcia e limiti dell’inventario aggiungono vincoli alla sopravvivenza. Eliminare le Hives riduce i Volatiles in giro durante la notte, ma non impedisce all’Alpha Volatile di continuare a dare la caccia al protagonista.
Una sola vita aumenta il rischio
La One Life Mode porta la sfida oltre: morire significa azzerare il percorso. Il completamento di Restored Land assegna un outfit, mentre superare anche la variante One Life offre una ricompensa estetica aggiuntiva.
La patch introduce inoltre oltre trenta incontri casuali di missione con ricompense migliorate, disponibili anche nella modalità regolare. Non tutte le aggiunte sono quindi limitate al nuovo percorso solitario.
Corse, classifiche e cooperazione
Le Roadkill Rallies sono cinque prove a tempo che richiedono di eliminare infetti e arrivare al traguardo. Ottenere l’oro in tutte permette di sbloccare il nuovo veicolo Roadkiller.
Le classifiche fra amici coprono Restored Land e le corse; quelle globali sono riservate alle console per ragioni di protezione dagli exploit. Fra le altre novità compare un sistema di ping per la cooperativa, distinto dalla natura esclusivamente solitaria di Restored Land.

