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L’eredità di Zachtronics continua con Kaizen: A Factory Story

di Klav 2 minuti di lettura
Kaizen: A Factory Story

Kaizen: A Factory Story viene descritto come un “open-ended puzzle automation game” firmato da Coincidence, uno studio ‘nuovo’ solo nel nome, visto che al timone ci sono i veterani Zach Barth e Matthew Seiji Burns, già noti per i precedenti lavori in casa Zachtronics.

Il gioco è ambientato nella Tokyo degli anni ’80 e ci mette nei panni di un personaggio giapponese-americano, catapultato a lavorare in una fabbrica alle porte della capitale nipponica.

Il punto di forza? Dovrai assemblare prodotti che spaziano dai robot giocattolo ai computer e… perfino katsu curry! Un’assurdità? Forse, ma il DNA creativo dietro a Kaizen promette di trasformare ogni sfida in un esercizio di ingegneria e problem solving.

Caratteristiche di gioco

  1. Automazione e programmazione: come nei “Zachlikes” classici, potrai creare assembly line, circuiti e soluzioni d’automazione, cercando di bilanciare efficienza, creatività e (ovviamente) un pizzico di caos.
  2. Modalità Rewind: un’innovazione rispetto ai titoli precedenti. Avrai la possibilità di “tornare indietro nel tempo” e correggere gli errori di progettazione in qualunque momento, senza dover ricominciare da zero.
  3. Condivisione con GIF: come nelle opere precedenti di Barth e Burns, sarà possibile esportare le proprie creazioni in GIF, da sfoggiare con orgoglio sui social o nei gruppi di appassionati.
  4. Pachi-Sol: non manca una variante di “solitario” interno, questa volta in stile pachinko (amichevolmente definito “Pachi-Sol”), un minigioco che accompagna il classico (e spesso obbligatorio) “solitario” presente nei titoli Zachtronics.

Un’eredità illustre

I fan di Shenzhen I/O, Opus Magnum o Exapunks conoscono bene lo stile di puzzle costruiti intorno a sistemi di scripting, circuiti, robotica e meccaniche di ottimizzazione delle risorse. L’annuncio di Kaizen ha generato parecchia eccitazione proprio perché Zach Barth è considerato il pioniere di questa nicchia (“Zachlikes”), e la nuova avventura di “Coincidence” sembra seguirne il filone.

  • Studio Coincidence: sebbene formalmente non si tratti di “Zachtronics”, l’anima creativa e il team di base sono gli stessi.
  • Add Astra: è già uscito un primo gioco didattico matematico pubblicato dallo studio, ma Kaizen sarà il primo vero erede spirituale dei puzzle “ingenieristici”.

Quando esce Kaizen: A Factory Story?

Nessuna data di rilascio è stata annunciata. Restiamo in attesa di ulteriori dettagli da parte di Coincidence. Il gioco, comunque, è già sufficiente a solleticare la curiosità di chi ha amato i precedenti “Zachlikes” e non vede l’ora di tornare a ingegnarsi tra meccanismi, codici e linee di assemblaggio bizzarre.

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