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Giochi acquistati, non solo licenze: Torres annuncia il Power To The Players Act

Ritchie Torres annuncia una proposta USA per proprietà, trasferimento e accesso offline ai giochi acquistati. Non è una legge approvata: cita il caso NBA 2K25.

di Gianluigi Montella 2 minuti di lettura
NBA 2K25 è il caso citato nel comunicato sul Power To The Players Act. Screenshot ufficiale: 2K.

Comprare un videogioco dovrebbe significare poterlo conservare, non dipendere da una licenza revocabile: è l’obiettivo del Power To The Players Act. Il deputato statunitense Ritchie Torres ne ha annunciato la futura presentazione il 15 ottobre. Non è una legge già approvata.

Proprietà, trasferimento e accesso offline

Secondo il comunicato del suo ufficio, la proposta affiderebbe alla Federal Trade Commission il compito di definire regole a tutela della proprietà e della possibilità di giocare ai titoli acquistati. L’intenzione dichiarata comprende anche trasferimento e rivendita, distinguendo l’acquisto da un semplice permesso d’uso revocabile.

Per i giochi con funzionalità online, l’annuncio prevede inoltre una modalità offline prima dello spegnimento dei server. Non equivale a promettere server attivi per sempre: il punto è mantenere una possibilità di gioco quando il supporto termina.

NBA 2K25: rimozione dagli store e chiusura non sono la stessa cosa

Torres cita NBA 2K25 come esempio. L’avviso ufficiale del supporto NBA 2K indica due scadenze: stop alle vendite digitali il 30 ottobre 2026 e chiusura dei server il 31 dicembre. Chi possiede già il gioco potrà ancora riscaricarlo e accedere alle modalità offline.

Dal 1° gennaio 2027 diventeranno invece indisponibili La mia CARRIERA, MyTEAM e le funzioni collegate ai server. Restano utilizzabili offline Gioca ora, MyNBA, The W e La mia WNBA, escluse le rispettive funzioni connesse. Il delisting, dunque, non cancella automaticamente tutto il gioco dalle librerie.

Cosa resta da chiarire

Il comunicato di Torres espone gli obiettivi, ma non contiene il testo integrale della proposta né dettagli tecnici sulle modalità offline. Non permette quindi di stabilire come verrebbero realizzate nei singoli giochi o quale sarebbe il calendario di applicazione.

Si tratta di un’iniziativa politica statunitense: l’annuncio, da solo, non introduce nuovi diritti immediatamente esercitabili dai giocatori italiani e non modifica le scadenze già comunicate da 2K.

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