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The End of the Sun arriva su Xbox: il villaggio slavo nasce dai musei polacchi

L’avventura in prima persona è disponibile su Xbox Series X|S. Il team racconta come edifici e oggetti reali siano diventati enigmi e scenari da esplorare.

di Gianluigi Montella 3 minuti di lettura
The End of the Sun è disponibile su Xbox Series X|S. Immagine ufficiale: The End of the Sun Forge.

The End of the Sun è disponibile dal 4 novembre su Xbox Series X|S. L’avventura in prima persona di The End of the Sun Forge porta su console un villaggio ispirato al folklore slavo, da esplorare nei panni di un mago del fuoco capace di indagare su tracce soprannaturali e intervenire sul tempo.

Per accompagnare il debutto, la sviluppatrice Kinga Machowska ha raccontato su Xbox Wire un aspetto preciso della produzione: molti edifici e oggetti non nascono soltanto dal lavoro degli artisti al computer, ma da reperti e costruzioni realmente conservati nei musei polacchi.

Dai musei al villaggio da esplorare

Il team ha collaborato con il museo all’aperto di Szymbark e con il museo etnografico Grociarnia di Jastrzębia. Attraverso la fotogrammetria, migliaia di fotografie sono state usate per ricostruire modelli tridimensionali di oggetti storici e persino di interi edifici.

Secondo Machowska, circa l’80% degli oggetti incontrati negli scenari deriva da originali scansionati. È una stima del team, non una misurazione di Klav: l’obiettivo dichiarato è conservare anche usura, imperfezioni e dettagli che raccontano l’impiego di quegli utensili.

Gli oggetti storici diventano enigmi

Questi elementi non sono soltanto decorazioni. Una missione introduce un mulino manuale per trasformare i cereali in farina; altre attività riguardano attrezzi per intrecciare corde o affilare un coltello. In alcuni casi, spiega la sviluppatrice, il ritrovamento di un oggetto ha suggerito direttamente una parte della storia.

I punti facoltativi “Learn More” permettono di approfondire la funzione dei reperti senza interrompere necessariamente l’esplorazione. Laboratori, strumenti e arredi servono anche a suggerire mestiere e abitudini degli abitanti: il villaggio racconta così una parte del proprio passato attraverso gli ambienti.

Quattro stagioni e un’indagine attraverso il tempo

Il protagonista è l’Ashter, un mago del fuoco che raggiunge un villaggio dove la realtà è stata alterata. Il legame con i falò rivela tracce ed eventi invisibili agli altri; i fuochi completamente accesi diventano passaggi per viaggiare nel tempo. L’indagine intreccia esplorazione, enigmi e mitologia slava.

Le quattro stagioni non rappresentano soltanto variazioni di colore: la vicenda attraversa periodi separati da anni e gli stessi edifici possono apparire trascurati oppure ristrutturati. Il team riferisce inoltre di aver registrato direttamente suoni naturali nelle diverse stagioni, per accompagnare le trasformazioni del paesaggio.

Il debutto riguarda Xbox Series X|S

La notizia confermata dal comunicato è l’uscita su Xbox Series X|S. Il racconto dei musei chiarisce l’impostazione dell’avventura, ma non equivale a una prova della versione console: non abbiamo ancora verificato prestazioni, qualità tecnica o comportamento degli enigmi con il controller.

Per chi cerca un’avventura in prima persona incentrata su luoghi, tradizioni e misteri, il tratto distintivo è quindi questo intreccio fra ricostruzione storica e poteri fantastici. Il materiale del team mostra come una capanna o un utensile possano diventare parte dell’indagine, invece di restare semplici elementi dello sfondo.

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