Retro & Emulazione

La VGHF apre l’archivio fotografico di Colin Williamson: dal Dreamcast a Nintendo DS

Tokyo Game Show, Space World e sale giochi: centinaia di fotografie raccontano il Giappone tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila.

di Klav 3 minuti di lettura
Il palco Dreamcast al Tokyo Game Show autunnale del 1999. Foto: Colin Williamson / Video Game History Foundation.

Lo stand di Shenmue al Tokyo Game Show del 1999, le sale giochi di Kyoto, Miyamoto e Iwata sul palco di Electroplankton: la Video Game History Foundation ha aperto una raccolta che permette di tornare nel Giappone videoludico a cavallo del millennio. Sono le fotografie di Colin Williamson, ora consultabili gratuitamente nell’archivio digitale della fondazione.

Williamson lavorò in Giappone dalla fine degli anni Novanta alla metà dei Duemila, scrivendo per testate come IGN, Official U.S. PlayStation Magazine e PC Gamer. Con una macchina fotografica digitale documentò fiere, incontri e luoghi che oggi raccontano una stagione precisa dell’industria: quella del Dreamcast, del debutto di PlayStation 2 e dei primi anni di Nintendo DS.

Non soltanto fiere: negozi, insegne e sale giochi

Tra gli scatti ci sono i Tokyo Game Show del 1999 e del 2000, quando la manifestazione si teneva due volte all’anno. Gli allestimenti di Shenmue, Space Channel 5 e Gran Turismo 3: A-Spec restituiscono anche il modo in cui quei giochi venivano presentati al pubblico, fra palchi, dimostrazioni e scenografie.

Il percorso passa poi da Space World 2000, con Game Boy Advance e Pokémon Cristallo, all’evento di lancio di Electroplankton del 2005. In quell’occasione Shigeru Miyamoto e Satoru Iwata affiancarono il suo autore, Toshio Iwai, in una retrospettiva sulla sua carriera.

Una parte del fascino della raccolta sta però nelle fotografie lontane dai grandi eventi: le vetrine di Akihabara, i cartelloni pubblicitari, i negozi e i cabinati. C’è anche un’installazione di Sega Touring Car Championship al Kyoto Joypolis che utilizzava un’automobile a grandezza naturale.

Come consultare la raccolta

Le immagini sono disponibili nella collezione Colin Williamson sul portale della VGHF. La fondazione ha dedicato al giornalista anche una puntata del podcast Video Game History Hour, nella quale ripercorre il suo lavoro e commenta alcune delle fotografie.

Per chi studia o racconta quel periodo c’è un dettaglio utile: Williamson ha autorizzato la riproduzione degli scatti per finalità educative, chiedendo di citare sia lui sia la Video Game History Foundation. Un archivio da esplorare non solo per riconoscere giochi e protagonisti, ma anche per ritrovare gli spazi in cui quella cultura prendeva forma.

Fotografie: Colin Williamson / Video Game History Foundation.

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