Un gruppo di sviluppatori è riuscito a eseguire su Windows la versione PlayStation 5 di Dead Cells senza ricorrere a un emulatore completo della console. Il progetto converte e ricollega il codice del gioco per trasformarlo in un eseguibile nativo per PC.
L’esperimento è ancora tecnico e richiede una copia ottenuta legalmente dall’utente. Non rappresenta una nuova versione commerciale di Dead Cells né un metodo universale per avviare l’intero catalogo PS5.


Ricompilazione invece di emulazione completa
PS5 e PC condividono una base x86-64, caratteristica che permette di riutilizzare parte delle istruzioni della CPU. Il progetto sostituisce i collegamenti con le librerie della console e adatta le chiamate necessarie all’ambiente Windows.
Questo approccio evita di simulare ogni componente della PS5. Richiede però un lavoro specifico sul singolo gioco e non può essere applicato automaticamente a produzioni differenti.
Gli shader vengono convertiti per Vulkan
Una parte importante del lavoro riguarda la grafica. Gli shader e i comandi destinati all’hardware PlayStation vengono ricompilati o tradotti per Vulkan, così che una GPU per PC possa interpretarli.
Le prestazioni indicate dal progetto oscillano fra circa 55 e 60 fps negli ambienti interni e 30-35 fps nelle aree esterne. Sono risultati preliminari, dipendenti dalla configurazione e dalle parti già adattate.


Un risultato utile soprattutto per ricerca e conservazione
Il repository pubblico documenta problemi e progressi, offrendo materiale a chi studia ricompilazione statica e compatibilità fra piattaforme. La disponibilità del codice non include asset o file protetti del gioco.
L’interesse principale è dimostrare che alcuni titoli moderni possono essere preservati attraverso percorsi diversi dall’emulazione tradizionale. Per un utilizzo comune servono ancora automazione, stabilità e una procedura molto più semplice.