La prossima generazione Pixel entra già nel vivo con un dettaglio che pesa più di molti altri: il passaggio al Tensor G6, atteso su tutta la famiglia Pixel 11 e realizzato con processo TSMC N2 a 2 nm. È un salto che racconta bene la direzione di Google, sempre più orientata a integrare in modo stretto silicio, intelligenza artificiale e gestione dei consumi.
Nel quadro emerso compaiono anche quattro modelli distinti, Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, segno che la strategia della linea continuerà a coprire formati diversi ma con una base tecnica comune.

Tensor G6 porta la famiglia Pixel 11 su un nodo a 2 nm
Il punto più rilevante riguarda proprio il Tensor G6. Il chip sarebbe costruito sul nodo TSMC N2 a 2 nm e adottarebbe una configurazione CPU con un core ARM C1-Ultra a 4,11 GHz, quattro core ARM C1-Pro a 3,38 GHz e due core ARM C1-Pro a 2,65 GHz.
A completare il quadro ci sarebbero la GPU PowerVR C-Series CXTP-48-1536 e il chip Titan, elementi che confermano la continuità dell’impostazione Pixel: meno enfasi sulla corsa ai numeri assoluti, più attenzione all’integrazione del sistema nel suo insieme.
La linea Pixel 11 continuerà a coprire smartphone e pieghevole
La famiglia resta articolata su più formati, dal modello base al pieghevole, passando per le due varianti Pro. È una scelta che permette a Google di mantenere un’identità coerente su tutta la linea, pur differenziando l’esperienza d’uso tra compatto, premium e foldable.
In questo schema, il componente più importante non è tanto la singola sigla del modello quanto la base tecnica condivisa: la sensazione è quella di una piattaforma pensata per consolidare il marchio Pixel attorno a un solo motore hardware.
- Pixel 11
- Pixel 11 Pro
- Pixel 11 Pro XL
- Pixel 11 Pro Fold