PCSX2 2.6 è arrivato a quasi sei mesi dalla versione 2.4 e segna un passaggio meno appariscente, ma molto significativo, per uno degli emulatori PlayStation 2 più usati.
Il risultato è una release che non punta a una singola funzione di richiamo, ma a rendere il progetto più rifinito e più leggibile in ogni area: dalla modalità Big Picture al supporto Wayland, passando per miglioramenti importanti ai renderer Direct3D e OpenGL.

PCSX2 2.6 lavora soprattutto su interfaccia, accessibilità e uso quotidiano
Una delle direttrici principali di PCSX2 2.6 è l’allineamento tra la modalità Big Picture e l’interfaccia Qt tradizionale. Ora dalla schermata pensata per l’uso a tutto schermo si possono gestire anche impostazioni di rete e HDD, creare memory card ed effettuare il login a RetroAchievements.
Sul piano visivo e pratico arrivano anche piccole ma utili rifiniture: la possibilità di creare scorciatoie dei giochi direttamente dalla lista, su Windows e Linux; il supporto agli emoji in Big Picture Mode e nel menu pausa fullscreen; icone uniformi nelle voci delle impostazioni; sfondi personalizzati per la lista giochi, anche animati.
Molto interessante è anche il lavoro sull’accessibilità. PCSX2 introduce miglioramenti nella navigazione con screen reader grazie alle associazioni corrette tra etichette e controlli dell’interfaccia, e sistema l’ordine dei tab nelle finestre Qt. Sono interventi silenziosi, ma hanno un impatto reale perché rendono menu e opzioni molto più comprensibili a tastiera e più affidabili per chi usa tecnologie assistive.
Tra le altre aggiunte di questa area ci sono il riordino della sezione hotkey, l’avvio automatico in Big Picture Mode, le colonne personalizzabili nella lista giochi, la possibilità di spostare gli overlay a schermo, uno shortcut per scambiare al volo gli slot delle memory card e una gestione più ordinata degli screenshot, che ora possono essere salvati in cartelle separate per gioco.
Prestazioni e accuratezza fanno un salto in avanti nei renderer hardware
L’altra metà della release riguarda il comparto grafico, e qui PCSX2 2.6 si muove in profondità. Il team ha lavorato su blending software, copie del framebuffer, depth testing, texture barriers e ottimizzazioni della cache texture per ridurre operazioni superflue e avvicinare il comportamento di Direct3D11 e Direct3D12 a quello dei backend più accurati come Vulkan e OpenGL.
Uno degli interventi più evidenti è l’aggiunta del supporto ai feedback reads su Direct3D12, che in alcuni giochi e su alcuni sistemi può tradursi in miglioramenti molto marcati, con casi specifici che superano anche un guadagno di cinque volte.
Non si parla solo di frame rate. Molte modifiche servono anche a correggere difetti grafici storici o regressioni che interessavano singoli titoli. Tra gli esempi citati ci sono fix per Colin McRae Rally 2005, Alter Echo, Cabela’s, TimeSplitters 2, Final Fantasy X, Tomb Raider Legend, Xenosaga III e altri ancora. È il classico lavoro di cesello che rende l’emulazione meno generica e più affidabile gioco per gioco.
Anche OpenGL beneficia di una riduzione importante delle barrier superflue, in parte grazie all’individuazione di un comportamento riconducibile a driver NVIDIA e non all’uso dell’API da parte dell’emulatore. In parallelo, il renderer software riceve correzioni per coordinate texture problematiche o non valide, così da evitare glitch a valle del rasterizer.
Wayland, macOS e gestione della finestra mostrano un progetto sempre più maturo
PCSX2 2.6 interviene anche sulla compatibilità di piattaforma, con un lavoro che tocca Linux, macOS e la gestione stessa della finestra di rendering. Sul fronte Wayland prosegue la transizione verso un’integrazione più pulita con Qt: il rendering passa da un approccio basato su widget a uno costruito attorno a una finestra Qt vera e propria.
Su macOS arrivano invece associazioni più complete per diversi tipi di file gestiti dall’emulatore, dai dump dei giochi ai save state fino alle patch PNACH. Inoltre la versione per i sistemi Apple passa a Qt 6.10, grazie a un lavoro di compatibilità che consente di superare il blocco alle versioni più vecchie del sistema operativo senza rinunciare ai vantaggi del toolkit più aggiornato.
C’è poi un caso emblematico che racconta bene il livello di manutenzione di questa release: il team ha investigato pesanti rallentamenti durante il ridimensionamento della finestra, emersi in particolare con alcune GPU Radeon recenti.
In questo senso PCSX2 2.6 non è tanto una versione di rottura quanto una release di consolidamento intelligente. Rafforza le basi poste negli ultimi anni, migliora l’accesso alle funzioni, risolve attriti reali nell’uso quotidiano e continua a spingere sull’accuratezza dell’emulazione. Per un progetto di questa complessità, è spesso il segnale più importante.
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