Gli Urbanista Palermo sono auricolari true wireless molto semplici da inquadrare: piccoli, leggeri, belli da vedere e pensati per stare sempre in tasca. Non vogliono fare gli audiofili, non vogliono sostituire i top di gamma con ANC evoluto, ma provano a mettere insieme le funzioni giuste per la vita quotidiana: cancellazione del rumore, modalità trasparenza, multipoint, app, buona autonomia e una custodia davvero comoda.
La cosa interessante, però, non è tanto la scheda tecnica. È il prezzo. A listino stanno intorno ai 59 euro, ma il prodotto diventa molto più convincente quando scende tra 30 e 45 euro. A quella cifra la combinazione ANC + multipoint + codec AAC inizia ad avere parecchio senso, soprattutto se l’obiettivo è comprare un paio di auricolari pratici, senza spendere quanto per un modello premium.
Li ho usati come li userei davvero: smartphone, notebook, chiamate, mezzi pubblici, un po’ di musica, podcast e qualche ora di lavoro. La risposta breve è questa: non sono perfetti, ma al prezzo giusto funzionano meglio di quanto mi aspettassi.
Urbanista Palermo — Pro e Contro
Pro
Contro
Piccoli, morbidi, facili da portare tutti i giorni
Il design degli Urbanista Palermo è probabilmente la parte più riuscita del prodotto. Hanno una forma a “ciottolo”, senza spigoli e senza linee aggressive. È una scelta estetica, certo, ma anche pratica: gli auricolari entrano bene nell’orecchio, non sporgono troppo e una volta trovato il gommino giusto diventano abbastanza discreti.
Il peso è di 5 grammi per auricolare, quindi non danno quella sensazione di corpo pesante che ogni tanto si trova sui TWS economici. Per ascolti di un’ora o due sono molto comodi; dopo sessioni più lunghe si sente un po’ di pressione, ma siamo dentro la normalità per auricolari in-ear con gommino.
La custodia è il motivo per cui li metterei facilmente in tasca ogni giorno. Misura 65 × 50 × 26 mm, pesa 46,5 grammi e non crea il classico rigonfiamento fastidioso nei jeans o nel giubbotto. La cerniera è buona, i magneti guidano bene gli auricolari e la finitura opaca aiuta a nascondere impronte e piccoli segni.
Non sono auricolari sportivi in senso stretto. Non ci sono alette, archetti o sistemi di blocco più aggressivi. Per camminare, lavorare, prendere mezzi e fare attività leggera vanno bene; per corsa intensa o allenamenti con movimenti bruschi sceglierei qualcosa di più stabile.
Cancella il rumore, ma non fa miracoli
L’ANC degli Urbanista Palermo è la classica cancellazione del rumore che definirei “di comfort”. Funziona, si sente, aiuta sui rumori bassi e continui, ma non va confusa con quella dei modelli di fascia alta.
Il sistema è feedforward: usa microfoni esterni per leggere il rumore ambientale e generare la correzione. È una soluzione più semplice rispetto all’ANC ibrido, ma in questa fascia di prezzo è normale. In metropolitana, in treno, con ventole o traffico costante, il beneficio c’è. Le frequenze basse si abbassano e si può ascoltare musica o podcast a volume più ragionevole.
Il limite arriva con le voci e i rumori improvvisi. Una conversazione vicina resta percepibile, così come colpi, freni, clacson o suoni irregolari. Non è un isolamento totale: è un filtro che rende l’ambiente meno stancante.
Modalità trasparenza
La trasparenza è comoda per non togliere gli auricolari quando devi parlare con qualcuno, ascoltare un annuncio o attraversare la strada. Le voci arrivano chiare, ma con una leggera colorazione artificiale sulle frequenze alte. Non è naturale come sui modelli migliori, però fa il suo lavoro.
Suonano meglio di quanto dica il prezzo
La parte audio mi ha convinto più dell’ANC. Gli Urbanista Palermo usano un driver dinamico da 13 mm con diaframma PU/PEEK e hanno un tuning molto facile: bassi presenti, medi chiari, alti sufficientemente brillanti. Non cercano il dettaglio esasperato, ma evitano anche quella firma troppo gonfia che spesso rovina gli auricolari economici.
I bassi hanno corpo e danno ritmo a pop, elettronica e hip-hop, ma non coprono troppo le voci. I medi sono probabilmente la parte migliore: podcast, video, chiamate e brani vocali risultano naturali e leggibili. Gli alti non sono super raffinati, e sulle tracce più complesse si sente che la risoluzione ha un limite, ma il risultato resta piacevole.
La cosa importante è questa: c’è anche il codec AAC. Lo smartphone lo rileva correttamente, quindi la dotazione è più sensata di quanto alcune schede lascino intendere. Non significa avere un prodotto hi-res, perché mancano LDAC, aptX e LHDC, ma nella fascia dei 30-45€ è una base più che accettabile.
App ed equalizzazione
L’app Urbanista offre tre preset: Default, Bass Boost e Voice. Non è un equalizzatore avanzato, ma i profili sono percepibili. Bass Boost aumenta l’impatto in basso senza stravolgere tutto, Voice rende più leggibili parlato e podcast. Per un prodotto di questa fascia va bene così.
Il multipoint è il motivo per cui li userei davvero
La connessione è stabile. Il Bluetooth 6.0 non mi ha dato problemi nell’uso quotidiano: apertura della custodia, riconnessione rapida, portata normale dentro casa e nessuna disconnessione fastidiosa durante ascolto o chiamate.
La funzione più utile, però, è il multipoint. Puoi tenerli collegati a due dispositivi contemporaneamente, per esempio smartphone e notebook. Se stai ascoltando musica dal PC e arriva una chiamata sul telefono, gli auricolari passano alla sorgente giusta senza doverli scollegare e ricollegare a mano.
Lo switch non è istantaneo: richiede circa uno o due secondi. Ma nella pratica è abbastanza rapido da diventare una comodità vera, soprattutto per chi lavora tra videochiamate, messaggi vocali e contenuti da dispositivi diversi.
Controlli touch e latenza
I controlli touch coprono le funzioni principali: play/pausa, tracce, chiamate, ANC e trasparenza. Rispondono bene, anche se serve un po’ di precisione. All’inizio capita di attivarli per errore mentre si riposiziona l’auricolare, poi ci si prende la mano.
Per video e YouTube la sincronizzazione è corretta. Per il gaming competitivo no: il ritardo si percepisce e manca una modalità a bassa latenza dedicata. Per giocare ogni tanto vanno bene, per altro sceglierei un prodotto diverso.
Una giornata la coprono senza ansia
Urbanista dichiara 7 ore senza ANC e circa 6 ore con ANC, con un totale che arriva a 32 ore usando la custodia. Nella pratica siamo lì: con cancellazione attiva si arriva intorno alle 5,5 ore, senza ANC si superano le 6 ore e mezza.
Non sono numeri da record, ma sono coerenti con il formato e con la fascia di prezzo. Per commuting, lavoro, chiamate e ascolto quotidiano bastano senza problemi. La custodia offre più ricariche e permette di non pensare troppo alla batteria durante la giornata.
La ricarica è via USB-C, ma il cavo non è incluso. Manca anche la ricarica wireless. Sono rinunce accettabili a 30-40€, meno eleganti se si guarda il prezzo di listino.
Chiamate buone, finché l’ambiente non diventa troppo difficile
Il sistema usa 4 microfoni MEMS con ENC. In casa, in ufficio o in ambienti tranquilli la voce arriva pulita e abbastanza naturale. Non ho avvertito compressioni aggressive o effetto metallico evidente nelle chiamate normali.
Quando fuori c’è vento, traffico o rumore improvviso, il sistema prova a pulire la voce ma diventa più instabile. La conversazione resta comprensibile, però compaiono artefatti e un po’ di taglio sulle frequenze. È il comportamento che mi aspetto da auricolari di questa fascia: affidabili per il quotidiano, non da call center in mezzo al caos.
Urbanista Palermo — specifiche principali
Vale la pena comprarli?
Urbanista Palermo è uno di quei prodotti che cambiano giudizio in base al prezzo. A 59€ non sono sbagliati, ma la concorrenza diventa più dura e alcuni limiti pesano di più: ANC semplice, niente ricarica wireless, niente codec avanzati e app non particolarmente ricca.
Sotto i 45 euro, invece, il discorso cambia. A quelle cifre la custodia compatta, il multipoint, l’AAC, l’ANC utile sui rumori costanti e l’audio equilibrato formano un pacchetto molto sensato. Non sono auricolari per chi cerca isolamento assoluto o qualità audio da fascia alta, ma sono ottimi compagni da tutti i giorni.
Il loro pubblico è chiaro: chi vuole un paio di TWS leggeri, belli, comodi, da usare tra smartphone e PC senza troppi pensieri. In offerta, sono decisamente più interessanti di quanto sembrino a prima vista.
