SharpEmu, emulatore PS5 open source ancora sperimentale, ha raggiunto 60 fotogrammi al secondo con sei dei 55 titoli provati dagli sviluppatori. Dodici giochi riescono ad arrivare alla fase di gameplay, compresi i sei indicati come giocabili.
La parola “giocabile” non significa che ogni avventura sia stata completata dall’inizio alla fine. Possono rimanere problemi grafici o audio e il risultato non rappresenta ancora una compatibilità paragonabile a emulatori maturi.


I sei giochi che raggiungono 60 fps
La lista comprende Dreaming Sarah, Void Terrarium, New Joe & Mac: Caveman Ninja, Tetris Forever, Hoa e Tomb Raider IV-VI Remastered. Sono titoli relativamente leggeri rispetto alle produzioni PS5 più complesse.
Il traguardo è stato ottenuto con SharpEmu 0.0.4-release.2, pubblicato il 25 settembre. La build migliora la traduzione degli shader SPIR-V e aggiorna il supporto alle API Vulkan.
La CPU x86-64 riduce una barriera
PS5 usa processori AMD Zen 2 basati su x86-64, la stessa famiglia di istruzioni dei PC moderni. SharpEmu può quindi eseguire parte del codice della CPU in modo nativo invece di tradurre un’architettura completamente diversa.
La difficoltà resta nella riproduzione di kernel, moduli di sistema, shader, risorse e comandi grafici AGC. È in questi livelli che la compatibilità può rompersi anche quando il processore esegue correttamente le istruzioni.
Windows, Linux e macOS, ma niente scorciatoie legali
Il progetto è scritto in C# e usa Vulkan o MoltenVK. La disponibilità del codice non include giochi, firmware o chiavi protette: gli utenti devono ottenere legalmente tutto il materiale necessario.
La crescita è interessante per conservazione e ricerca, ma non annuncia una sostituzione pratica della console. Serviranno anni di sviluppo, test completi e grandi miglioramenti prima di gestire in modo affidabile il catalogo PS5.