Tales of Destiny conserva ancora un segreto da portare alla luce: la community ha documentato una procedura per reclutare Lilith nella versione originale per PlayStation. La scoperta arriva a quasi 29 anni dall’esordio giapponese del gioco, avvenuto nel dicembre 1997.
Il video di Kevangelion mostra la scena nell’edizione nordamericana. La ricerca originale su Majestic Phantasian, pubblicata il 1° novembre, descrive invece il percorso e le particolarità delle edizioni giapponesi. Si tratta di verifiche di appassionati, non di un annuncio o di una nuova patch di Bandai Namco.
Una sequenza che comincia molto prima dell’incontro
La guida propone un itinerario che parte dalla prima parte dell’avventura. Fra le precauzioni elencate ci sono non raccogliere gli oggetti nella casa di Stahn e non cambiare manualmente la sua arma durante quella fase: non basta quindi raggiungere Lilith e selezionare una risposta.
Nella seconda parte entrano in gioco la commissione del pesce e l’acquisto del mestolo d’argento a Neuestadt. Dopo il successivo ritorno a Lienea, il percorso conduce al dialogo con Lilith fuori casa. L’autore avverte di non vendere né eliminare il mestolo.
Le condizioni non sono ancora tutte isolate
L’itinerario pubblicato comprende numerosi passaggi, ma non è presentato come la combinazione minima e definitiva di requisiti. Alcune condizioni restano ipotesi da separare attraverso ulteriori prove: attribuire a ogni azione un ruolo indispensabile andrebbe oltre quanto documentato.
Anche le edizioni contano. La ricerca segnala che la prima stampa giapponese può reclutare Lilith ma incontrare poi un blocco nella progressione; descrive il passaggio a una specifica ristampa tramite salvataggio. Questa avvertenza non va estesa automaticamente alla dimostrazione nordamericana.
Il valore della documentazione
Prima di tentare la procedura conviene consultare la guida completa, identificarne l’edizione di riferimento e conservare salvataggi separati. Non abbiamo eseguito un nostro playthrough di verifica e il video non dimostra, da solo, che ogni stampa del gioco si comporti allo stesso modo.
Il risultato resta interessante per la preservazione: una scena funzionante e un percorso riproducibile documentato dalla community aggiungono un tassello alla conoscenza del gioco originale. Per i dettagli operativi, la guida e la dimostrazione restano le fonti da confrontare.

