Diablo V non è semplicemente un’altra espansione trasformata in prodotto separato. La senior producer Tiffany Watt e l’art director John Mueller hanno spiegato a Windows Central che il nuovo capitolo nasce dalla necessità di sviluppare un’idea abbastanza grande da richiedere fondamenta proprie.
L’intervista è stata realizzata direttamente dalla testata durante BlizzCon. Gli sviluppatori insistono anche sul fatto che l’esistenza del seguito non equivale alla morte immediata di Diablo IV.


La libertà di ricominciare
Un nuovo gioco permette di modificare struttura del mondo, tecnologia e progressione senza dover proteggere ogni sistema accumulato dal capitolo precedente. Blizzard vuole partire da una Sanctuarium già caduta sotto il dominio di Diablo.
La carovana mobile, le regioni mutevoli e il rapporto fra il protagonista e il Signore del Terrore appartengono a questa idea centrale. Inserirli in Diablo IV avrebbe richiesto compromessi più pesanti.
Un tono ancora più oscuro
Mueller descrive il progetto come un ritorno deciso all’oscurità. Il mondo non attende l’arrivo del male: ha già perso, e i sopravvissuti devono decidere che cosa diventare pur di continuare a esistere.
La direzione artistica dovrà comunicare questa sconfitta attraverso città distrutte, territori corrotti e rifugi temporanei. L’obiettivo non è affidarsi soltanto a sangue e mostri, ma costruire una pressione costante.


Due Diablo dovranno convivere
Fino al 2029 Diablo IV resterà il capitolo attivo e continuerà attraverso le stagioni. Il quinto episodio è ancora lontano e molte delle sue caratteristiche possono cambiare durante lo sviluppo.
La sfida sarà mantenere credibile il supporto al gioco attuale mentre cresce l’attenzione per il seguito. Blizzard promette una transizione narrativa, non uno spegnimento improvviso.



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