Per due settimane le HUAWEI FreeBuds Neo hanno preso il posto delle mie FreeBuds Pro 5, le true wireless che uso normalmente ogni giorno. Ed è proprio questo ad aver reso la prova interessante: passando da uno dei modelli che considero un riferimento nella categoria a un prodotto più economico, mi aspettavo che il passo indietro fosse molto più evidente. Invece le Neo mi hanno fatto rimpiangere le Pro 5 decisamente meno del previsto.
Le ho usate quotidianamente per musica, video, chiamate, lavoro e anche qualche sessione di gioco. Le Pro 5 restano superiori dove è normale aspettarselo, soprattutto per dettaglio, separazione, ANC e raffinatezza generale, ma le Neo riescono a offrire un’esperienza di livello molto alto praticamente in tutte le aree che contano davvero nell’uso di tutti i giorni: comfort, controlli, software, connessione, audio e chiamate.
Il prezzo completa il quadro. Il listino è di 129 euro, la promozione di lancio le porta a 99 euro e con il coupon AKLAVNEO si scende a 94 euro. Sotto i 100 euro non le vedo come una versione di ripiego delle Pro 5, ma come auricolari molto completi nella loro fascia.
HUAWEI FreeBuds Neo: scheda tecnica
- Formato: auricolari true wireless in-ear con gommini in silicone.
- Driver: dinamico da 11 mm per auricolare.
- Peso dichiarato: circa 4,8 g per auricolare e circa 31,4 g per la custodia vuota.
- Connessione: Bluetooth 6.0 e collegamento contemporaneo a due dispositivi.
- Codec: SBC, AAC, LDAC e L2HC, con disponibilità legata al dispositivo collegato.
- Controllo del rumore: ANC adattivo, modalità Awareness e rilevamento delle conversazioni.
- App: HUAWEI Audio Connect con equalizzatore a 10 bande.
- Comandi: tocchi, pressione prolungata e scorrimento per il volume.
- Autonomia dichiarata: fino a 10 ore senza ANC e fino a 40 ore totali con custodia in audio standard.
- Ricarica: USB-C; ricarica wireless assente.
- Protezione: IP55 per gli auricolari; la custodia non ha la stessa protezione.
- Gommini: quattro misure, XS, S, M e L, con la M già montata.
Confezione: essenziale, ma con quattro misure di gommini
Nella confezione troviamo gli auricolari, la custodia di ricarica, la documentazione e i gommini in quattro misure: XS, S, M e L. È una dotazione sensata, soprattutto perché il fitting incide direttamente sia sul comfort sia sulla resa dei bassi e sull’efficacia della cancellazione del rumore.
Non c’è invece un cavo USB-C. È una scelta ormai piuttosto comune: per la ricarica bisogna quindi utilizzare un cavo che si possiede già.
Design e costruzione: piccole senza sembrare economiche
Le FreeBuds Neo adottano uno stelo particolarmente corto e un corpo arrotondato. Sono auricolari in-ear con gommini in silicone, non un modello aperto: la tenuta nel condotto resta quindi importante tanto per i bassi quanto per l’isolamento.
Ogni auricolare pesa circa 4,8 grammi, mentre la custodia vuota si ferma a 31,4 grammi. Anche considerando l’intero insieme si rimane intorno ai 41 grammi. Le quattro colorazioni ufficiali sono Argento Stellare, Rosa Nebulosa, Bianco Ghiaccio e Nero Stellato.
Ho provato proprio la Rosa Nebulosa. La finitura presenta riflessi perlati e metallici ma, almeno sulla mia unità, le impronte praticamente non si vedono: un dettaglio che nell’uso quotidiano ho apprezzato parecchio.
La custodia ha una forma ovale e priva di spigoli marcati. È una scelta pratica per un oggetto destinato a finire spesso in tasca. Lo stelo molto corto richiede giusto un minimo di abitudine quando si estraggono gli auricolari, soprattutto con dita grandi, ma dopo qualche giorno il gesto diventa naturale.
Comfort: probabilmente il loro argomento migliore
Il peso ridotto e il profilo raccolto rendono le Neo particolarmente adatte agli ascolti prolungati. Non hanno un corpo molto sporgente e non fanno della pressione nell’orecchio il principale sistema per restare ferme.
La comodità resta naturalmente personale. Non bisogna dare per scontato che il gommino medio sia quello corretto: provare le altre misure può cambiare sia la stabilità sia la resa sonora. Un basso poco presente o un ANC deludente possono dipendere anche da una tenuta insufficiente e non necessariamente dagli auricolari.
Per l’utilizzo quotidiano c’è inoltre la certificazione IP55, riferita soltanto agli auricolari. È una protezione utile contro polvere e schizzi, non un invito a immergerli o utilizzarli sotto la doccia. Prima di riporli nella custodia conviene comunque asciugarli.
Connessione e app: funzionano bene anche fuori dall’ecosistema Huawei
Le FreeBuds Neo supportano il Bluetooth 6.0 e il collegamento contemporaneo a due dispositivi, anche con sistemi operativi differenti. Il vantaggio del multipoint è soprattutto pratico: posso mantenere associati, per esempio, smartphone e computer senza dover ripetere continuamente la procedura di collegamento. Non significa invece ascoltare due flussi audio contemporaneamente.
Il centro di controllo è HUAWEI Audio Connect, disponibile per Android e iOS. L’app permette di controllare la batteria, gestire le modalità di ascolto, aggiornare il firmware e personalizzare le varie funzioni.
L’equalizzatore a 10 bande è una presenza particolarmente gradita: accanto ai profili già pronti permette una regolazione più mirata del suono. C’è anche la possibilità di far emettere un segnale agli auricolari per ritrovarli nelle vicinanze, funzione da non confondere con un sistema di localizzazione indipendente e sempre attivo.
La parte software è uno dei motivi per cui le Neo restano interessanti anche con un telefono di un altro marchio. Le differenze di compatibilità esistono, soprattutto per alcune funzioni avanzate, ma l’esperienza di base non è confinata agli smartphone Huawei.
Comandi: lo scorrimento per il volume fa davvero la differenza
I controlli comprendono doppio tocco, triplo tocco, pressione prolungata e scorrimento. Quest’ultimo permette di regolare il volume direttamente dagli auricolari, una comodità che considero più importante di tante funzioni accessorie.
Le azioni possono essere personalizzate entro le opzioni previste dall’app. Sono presenti anche il rilevamento dell’indossamento, che mette in pausa la riproduzione togliendo un auricolare, e i gesti della testa per accettare o rifiutare una chiamata.
Questi ultimi sono opzionali. Li considero una possibilità in più quando si hanno le mani occupate, non un motivo determinante per scegliere il prodotto. La dotazione di comandi tradizionali è già sufficientemente completa.
Qualità audio: bassi presenti, voci chiare e un’impostazione piacevole
Il sistema acustico utilizza un driver dinamico da 11 mm per auricolare. La taratura privilegia un ascolto coinvolgente e accessibile, senza inseguire una neutralità da monitor da studio.
I bassi hanno corpo e danno sostegno alla musica, ma non trasformano automaticamente ogni brano in un impasto gonfio. È una resa che valorizza pop, elettronica e hip-hop, pur lasciando spazio alle voci. Queste restano leggibili e sufficientemente in evidenza, caratteristica importante anche per podcast e contenuti parlati.
La parte alta aggiunge chiarezza senza puntare tutto su una brillantezza aggressiva. Il risultato è un suono che cerca di rimanere piacevole a lungo più che stupire nei primi trenta secondi di ascolto.
Dove emerge la distanza dai modelli più raffinati è nella capacità di separare gli strumenti quando il mix si complica, nella profondità della scena e nella restituzione dei dettagli più piccoli. Suonano bene, ma non vanno acquistate aspettandosi prestazioni da top di gamma soltanto perché supportano codec evoluti.
Per chi cerca una timbrica differente, l’equalizzatore è uno strumento realmente utile. Conviene partire da correzioni moderate anziché aumentare contemporaneamente tutte le bande: una regolazione più vistosa non è necessariamente una regolazione migliore.
LDAC, L2HC e iPhone: cosa cambia davvero
Le Neo supportano SBC, AAC, LDAC e L2HC, ma il codec effettivamente utilizzabile dipende dal dispositivo collegato.
Con uno smartphone Android compatibile si può utilizzare LDAC fino a 990 kbps anche senza un telefono Huawei. È un’opzione interessante per l’ascolto di qualità, ma LDAC non va confuso con una trasmissione senza perdita.
Il collegamento L2HC 4.0 fino a 2,3 Mbps, pubblicizzato per l’audio lossless, richiede invece specifici dispositivi Huawei e versioni software compatibili. Non è una funzione disponibile indistintamente su qualsiasi smartphone Android e nemmeno su tutti i telefoni Huawei.
Su iPhone viene utilizzato AAC: il supporto Bluetooth 6.0 non aggiunge LDAC a iOS. Questo non rende le FreeBuds Neo inadatte a un iPhone, ma ridimensiona il peso delle sigle ad alta risoluzione nella scelta.
Va inoltre considerato che privilegiare il bitrate può aumentare i consumi e rendere la connessione più sensibile alle interferenze. Nell’uso in mobilità, l’equilibrio migliore tra qualità, stabilità e batteria non coincide necessariamente con il bitrate massimo selezionabile.
Cancellazione del rumore: efficace, con limiti comprensibili
Le FreeBuds Neo offrono una cancellazione attiva adattiva, capace di modificare il proprio intervento in funzione dell’ambiente.
Il risultato è più convincente sui rumori continui: ronzio di fondo, ventilazione e componente costante del traffico vengono attenuati sensibilmente. Con voci vicine, rumori improvvisi e suoni più irregolari l’isolamento è meno completo. L’ANC aiuta a concentrarsi sull’ascolto, ma non crea una bolla di silenzio assoluto.
Il giudizio resta comunque molto positivo considerando il posizionamento delle Neo, soprattutto quando il prezzo scende sotto i 100 euro.
Trasparenza e rilevamento delle conversazioni
La modalità Awareness permette di ascoltare ciò che accade intorno senza togliere gli auricolari. È utile per brevi interazioni, anche se la restituzione dell’ambiente conserva una certa elaborazione elettronica e può emergere un leggero soffio: non equivale ad avere le orecchie completamente libere.
Il rilevamento delle conversazioni può ridurre la riproduzione e attivare l’ascolto ambientale quando è chi indossa gli auricolari a parlare. È una distinzione importante: non è un sistema che riconosce automaticamente qualunque persona cerchi di rivolgersi a noi.
Chiamate: la voce rimane al centro
Il sistema di acquisizione combina tre microfoni e un sensore a conduzione ossea per aiutare a distinguere la voce dal rumore. Il sensore serve alla rilevazione del parlato: non significa che la musica venga riprodotta attraverso le ossa.
La qualità è adatta senza problemi alle telefonate quotidiane, con una voce generalmente comprensibile anche quando l’ambiente non è perfettamente silenzioso. La priorità sembra essere rendere leggibile la conversazione più che conservarne ogni sfumatura timbrica.
Con vento forte o rumore intenso il trattamento può diventare più evidente, assottigliando un po’ la voce e lasciando passare parte dell’ambiente. Rimangono ottime per le chiamate, ma un gradino sotto alle Pro 5, cosa del tutto comprensibile vista la differenza di fascia.
Gaming, audio spaziale e funzioni extra
Le Neo supportano Unlimited Spatial Audio anche su Android e iOS, compreso il tracciamento dei movimenti della testa. Non serve quindi necessariamente uno smartphone Huawei per provare questo effetto.
La modalità HD Spatial Audio è invece legata ai dispositivi Huawei compatibili. Le due funzioni non vanno confuse: l’elaborazione spaziale universale interviene sul segnale stereo ricevuto dagli auricolari e non equivale automaticamente alla riproduzione nativa di una traccia multicanale.
Con la musica continuo a preferire come punto di partenza lo stereo normale, mentre l’audio spaziale può risultare più interessante con film e video. Una scena apparentemente più ampia non è necessariamente più fedele, quindi conviene valutarlo contenuto per contenuto.
Per il gaming c’è invece Pinpoint Game Audio, una funzione pensata soprattutto per gli FPS. L’elaborazione mette in evidenza indizi direzionali come passi e spari e prova a rendere più leggibile anche la loro provenienza verticale.
Nell’app troviamo inoltre una modalità a bassa latenza e la possibilità di bloccare la connessione sul dispositivo attivo. Quest’ultima è utile quando le Neo sono collegate a due sorgenti e non si vuole che una notifica sull’altro dispositivo interferisca con una sessione di gioco. Non trasforma le FreeBuds Neo in un headset competitivo, ma la dotazione è più interessante di quanto mi aspettassi da un modello di questa fascia.
Con HUAWEI Watch GT 6 Pro l’integrazione è sorprendentemente completa
L’integrazione con gli smartwatch Huawei merita una nota a parte perché, provandola direttamente, si è rivelata più completa di quanto pensassi. Con il mio HUAWEI Watch GT 6 Pro posso gestire diversi aspetti delle FreeBuds Neo direttamente dal polso.
Vedo il livello di batteria degli auricolari e della custodia, posso passare tra ANC disattivato, Modalità Aware e Cancellazione del rumore e posso utilizzare anche la funzione Trova auricolari.
Durante la riproduzione musicale compare inoltre un pannello dedicato alle Neo con stato della batteria e accesso rapido al controllo del rumore. È una di quelle integrazioni che non cambia la qualità audio, ma rende l’utilizzo quotidiano più comodo se si è già dentro l’ecosistema Huawei.
La disponibilità delle singole funzioni può comunque dipendere dal modello di smartwatch e dal firmware installato.
Autonomia: con ANC e LDAC siamo sulle 6-7 ore reali
L’autonomia è uno degli aspetti più tranquilli delle FreeBuds Neo. Huawei dichiara fino a 10 ore senza ANC e 6,5 ore con ANC in qualità standard, con la custodia che porta il totale rispettivamente a 40 e 24 ore.
Durante queste due settimane di prova ho ottenuto tra le 6 e le 7 ore di autonomia reale con cancellazione attiva e LDAC, un risultato molto buono per delle true wireless di queste dimensioni.
- Audio standard, ANC disattivato: fino a 10 ore con gli auricolari e 40 ore complessive con la custodia.
- Audio standard, ANC attivo: fino a 6,5 ore con gli auricolari e 24 ore complessive.
- Audio HD, ANC disattivato: fino a 9 ore con gli auricolari e 33 ore complessive.
- Audio HD, ANC attivo: fino a 6 ore con gli auricolari e 22 ore complessive.
Per me conta soprattutto il comportamento quotidiano: una carica copre tranquillamente spostamenti lunghi, diverse ore di lavoro o una giornata di utilizzo distribuito, mentre ogni passaggio nella custodia permette di recuperare energia. Dopo qualche giorno si smette semplicemente di pensare troppo alla batteria.
La ricarica rapida arriva fino a quattro ore di ascolto con dieci minuti nella custodia nelle condizioni dichiarate da Huawei. Servono circa 45 minuti per riportare gli auricolari al 100% e circa 70 minuti per la custodia via USB-C.
La ricarica wireless non c’è. È una comodità che continuo ad apprezzare sulle Pro 5, ma sull’autonomia pura le Neo si difendono molto bene.
FreeBuds Neo o FreeBuds Pro 5?
Per me il confronto è inevitabile, perché le HUAWEI FreeBuds Pro 5 sono le mie daily driver e le Neo le hanno sostituite per queste due settimane.
Le Pro 5 restano tecnicamente più ambiziose: doppio driver, ricarica wireless, ANC più incisivo e una restituzione musicale più raffinata, soprattutto quando il mix diventa complesso. Sono anche uno dei modelli che considero un vero punto di arrivo nel mondo delle true wireless.
Detto questo, la scelta non è soltanto una questione di scheda tecnica o di prezzo. Conta molto da cosa si arriva e a cosa si è abituati ad ascoltare. Se si passa da auricolari più semplici, magari utilizzati quasi sempre in SBC o comunque con una resa meno curata, le Neo possono rappresentare già un salto enorme per pulizia, dinamica, ANC e funzioni.
Per molti utenti potrebbero tranquillamente essere il livello oltre il quale non nasce una reale esigenza di spendere di più.
Se invece si utilizzano già TWS di fascia alta e si conoscono molto bene i propri brani di riferimento, le differenze diventano più facili da cogliere: separazione degli strumenti, profondità, microdettaglio, comportamento dell’ANC e anche ciò che cambia passando, con una sorgente adeguata, da AAC a LDAC.
Non è una questione di “orecchio buono” o “orecchio cattivo”. Familiarità con la musica, qualità della sorgente, ambiente e abitudini d’ascolto pesano tantissimo.
In questa prospettiva vedo le FreeBuds Neo come uno sweet spot eccellente sotto i 100 euro, mentre le Pro 5 rimangono la soluzione per chi sa già di voler spremere gli ultimi margini disponibili da una true wireless ed è disposto a pagarli.
Prezzo e coupon
Il prezzo di listino delle HUAWEI FreeBuds Neo è 129 euro. La promozione di lancio ufficiale porta il prezzo a 99 euro con uno sconto di 30 euro.
Con il coupon AKLAVNEO lo sconto sale invece a 35 euro e il prezzo finale scende a 94 euro. Nell’acquisto tramite HUAWEI Store sono inoltre inclusi 12 mesi di HUAWEI Loss Care, con sostituzione agevolata di un singolo auricolare in caso di smarrimento o danneggiamento secondo le condizioni del servizio.
Con il codice dedicato lo sconto complessivo arriva a 35 euro. Sono inclusi 12 mesi di HUAWEI Loss Care secondo le condizioni della promozione.
Dopo due settimane, il giudizio sulle HUAWEI FreeBuds Neo
Dopo due settimane di utilizzo quotidiano, la cosa che mi ha convinto di più è quanto poco abbia sentito il bisogno di tornare immediatamente alle FreeBuds Pro 5. Le Pro rimangono migliori e continuano a essere il mio riferimento, ma questo non toglie valore alle Neo. Anzi, rende ancora più evidente quanto Huawei sia riuscita a portare in una fascia inferiore.
Comfort eccellente, controlli completi, LDAC, multipoint, ANC efficace, ottimi microfoni, equalizzatore a 10 bande e una buona autonomia costruiscono un’esperienza molto completa e piacevole ogni giorno.
Le differenze rispetto alle Pro 5 emergono soprattutto quando si cerca più raffinatezza sonora, un isolamento ancora superiore o comodità come la ricarica wireless: esattamente i territori in cui è normale aspettarsi qualcosa in più da un modello top di gamma.
A 129 euro la concorrenza è ampia; a 99 euro diventano molto interessanti; a 94 euro con il coupon AKLAVNEO sono particolarmente centrate. Non sono auricolari da scegliere semplicemente perché costano meno delle Pro 5: sono un prodotto riuscito nella propria fascia e possono già rappresentare più di quanto serva a moltissimi utenti.
Pro
- Comfort e peso eccellenti.
- Suono coinvolgente e ben rifinito.
- ANC efficace per la fascia.
- Ottima qualità in chiamata.
- Multipoint e controlli completi.
- LDAC ed equalizzatore a 10 bande.
- Buone funzioni dedicate al gaming.
- Ottima integrazione con HUAWEI Watch GT 6 Pro.
- Prezzo molto competitivo con il coupon.
Contro
- Niente ricarica wireless.
- Le Pro 5 restano superiori per dettaglio, separazione e ANC.
- Alcune funzioni avanzate dipendono dal dispositivo collegato.
- Le funzioni disponibili tramite smartwatch dipendono da modello e firmware.