Comprare un PC con GeForce RTX 5090 ha richiesto documento d’identità e una dichiarazione che vieta l’esportazione. È quanto raccontato da un cliente di Micro Center dopo l’acquisto di una workstation nel punto vendita di Tustin, in California.
Il modulo, mostrato online dall’acquirente, chiede di identificare utilizzatore finale, luogo d’installazione e impiego previsto dell’hardware. La vicenda è documentata, ma non è ancora chiaro se la procedura sia applicata in tutti i negozi della catena o soltanto in casi e sedi specifiche.
Che cosa chiede la dichiarazione anti-export
Il cliente aveva scelto una PowerSpec AI90 equipaggiata con Ryzen 9 9950X, RTX 5090 Founders Edition, 64 GB di memoria DDR5 e SSD da 2 TB. Prima di completare la vendita, il responsabile del negozio gli avrebbe sottoposto un documento intitolato “Advanced Computing Product Purchaser Declaration”.
Tra i dati richiesti figurano nome legale, indirizzo, numero di telefono, email e identificazione fotografica rilasciata da un’autorità. Il modulo domanda inoltre chi userà realmente il prodotto, dove verrà installato e per quale attività.
La RTX 5090 è una scheda da gioco, ma interessa anche l’IA
Le restrizioni statunitensi all’esportazione riguardano soprattutto acceleratori destinati ai data center, ma le GPU consumer più potenti possono essere usate anche per addestramento leggero, inferenza e altri carichi di intelligenza artificiale. La RTX 5090 offre 32 GB di memoria e una capacità di calcolo che la rende appetibile ben oltre il gaming.
Secondo Tom’s Hardware, le autorità statunitensi hanno intensificato l’attenzione sulle reti che trasferiscono hardware NVIDIA verso mercati soggetti a limitazioni. Restano però da chiarire le basi e l’estensione della procedura adottata dal rivenditore per questo acquisto specifico.
Non risulta ancora una politica nazionale confermata
Altri utenti hanno riferito di non aver ricevuto lo stesso modulo in acquisti precedenti, mentre un commentatore ha raccontato di aver firmato una dichiarazione simile presso un altro negozio la scorsa estate. Micro Center non aveva fornito una spiegazione pubblica al momento delle prime ricostruzioni.
Il documento mostrato online non riporta inoltre il numero di serie della GPU. Per questo è difficile stabilire quanto possa essere efficace nel seguire la singola scheda dopo la vendita; può comunque funzionare come deterrente e come registrazione dell’identità dell’acquirente.
Una misura insolita per un prodotto consumer
La parte sorprendente non è l’esistenza dei controlli alle esportazioni, ma il loro arrivo diretto alla cassa di un negozio rivolto al pubblico. Una scheda presentata per giocatori e creator viene trattata, almeno in questo caso, come un componente di calcolo avanzato la cui destinazione deve essere dichiarata.
In assenza di una conferma della catena, la vicenda non va interpretata come una nuova regola valida per ogni RTX 5090 venduta negli Stati Uniti. È però un segnale concreto di come il confine tra GPU da gaming e acceleratori per IA stia diventando sempre meno netto.


