Microsoft annuncia un Windows 11 fino al 20% più reattivo, con interventi sulla memoria e sulle funzioni quotidiane. Il dato richiede però una distinzione: riguarda i tempi di risposta dell’interfaccia misurati dall’azienda, non un aumento generale delle prestazioni.
Che cosa misura quel 20%
Il confronto ufficiale riguarda le build 26300.9550 e 26200.7628, con operazioni in Search, Start, menu contestuali, Impostazioni, Strumento di cattura ed Esplora file. I risultati effettivi variano secondo dispositivo, configurazione e utilizzo.
Sui PC con 8 GB di RAM o meno, i widget vengono caricati all’apertura invece di restare attivi in background: Microsoft indica oltre 200 MB liberati. Una gestione più efficiente può inoltre mantenere in memoria fino a 2 GB di dati attivi aggiuntivi, limitando il ricorso all’archiviazione. Non sono 2 GB di RAM fisica in più.
La nuova ricerca resta un’anteprima
Il rinnovamento di Windows Search è distinto da questi numeri. La versione basata su WinUI 3 riunisce i risultati in una lista e introduce azioni come attivare il tema scuro o la luce notturna direttamente dalla ricerca.
La distribuzione iniziale riguarda gli Insider del canale Experimental e supporta l’inglese. Le anteprime più ricche di documenti, foto e risultati web sono previste più avanti nel 2026: non bisogna leggere tutte le immagini dimostrative come funzioni già disponibili su ogni PC. Anche la ricerca nel menu Start conserva inizialmente l’esperienza precedente.
Più fluidità non significa più fps
Per chi gioca, il punto è separare la comodità del sistema dalle prestazioni del gioco. Aprire prima un menu può rendere il PC più piacevole da usare, ma non dimostra che una scheda video produca più fotogrammi.
La disponibilità varia per dispositivo e regione; la nuova ricerca avrà una diffusione più ampia nel corso dell’anno. Chi vuole soltanto un sistema affidabile non deve iscriversi a un canale di prova per inseguire una percentuale: conviene valutare le modifiche quando arrivano sulla propria configurazione.

