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Polyarc chiude dopo quasi dodici anni: finisce la storia dello studio di Moss

Polyarc ha annunciato la propria chiusura dopo quasi dodici anni di attività. Lo studio di Seattle, conosciuto soprattutto per Moss e Moss: Book II, ha terminato lo sviluppo attivo e salutato pubblicamente giocatori e collaboratori.

di Alessandro Russo 3 minuti di lettura
Polyarc chiude dopo quasi dodici anni: finisce la storia dello studio di Moss

Polyarc ha annunciato la propria chiusura dopo quasi dodici anni di attività. Lo studio di Seattle, conosciuto soprattutto per Moss e Moss: Book II, ha terminato lo sviluppo attivo e salutato pubblicamente giocatori e collaboratori.

Il messaggio non entra nei dettagli economici della decisione. L’azienda ha però condiviso un elenco dei professionisti disponibili, invitando gli altri studi a prendere in considerazione il personale rimasto senza lavoro.

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La fine di un percorso iniziato con la realtà virtuale

Polyarc si era costruita una reputazione grazie a Moss, avventura capace di usare la realtà virtuale per creare una relazione ravvicinata fra il giocatore e la piccola protagonista Quill.

Moss: Book II aveva ampliato quel linguaggio, mantenendo l’impostazione da diorama e unendo esplorazione, enigmi ambientali e combattimenti. I due giochi sono diventati fra le produzioni più riconoscibili del catalogo VR.

Il messaggio dello studio

Nel comunicato, Polyarc definisce la giornata come la fine di un’epoca e ringrazia tutte le persone che hanno contribuito ai suoi giochi. Dopo la conclusione dello sviluppo, il gruppo sta ora affrontando lo scioglimento.

L’attenzione del messaggio va soprattutto ai dipendenti. Un documento di reverse recruiting raccoglie competenze e contatti di chi cerca una nuova posizione nel settore.

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L’ultima uscita è Moss: The Forgotten Relic

Nel luglio 2026 lo studio aveva pubblicato Moss: The Forgotten Relic, edizione che riunisce Moss e Moss: Book II in una sola avventura, adattandola anche al gioco tradizionale senza visore.

La raccolta ha portato Quill su PC e sulle console moderne, aggiungendo nuove scene, telecamera automatica e opzioni di accessibilità. È destinata a rimanere l’ultimo progetto distribuito sotto il nome Polyarc.

Una perdita per il panorama indipendente

La chiusura sottrae al settore un gruppo che aveva trattato la realtà virtuale come un linguaggio progettuale e non soltanto come una funzione tecnica. Moss dimostrava quanto scala e prospettiva potessero sostenere la narrazione.

Il futuro delle proprietà e l’eventuale supporto ai giochi esistenti non sono stati chiariti. Per ora resta il saluto di una squadra che, con dimensioni contenute, è riuscita a lasciare un segno preciso.

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